Android 6.0 Marshmallow, adozione più che lenta

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L’era Android 6.0 sta avendo un inizio simile a tutte le altre versioni del sistema operativo mobile di Google. Decisamente lento. Circa due mesi dopo la sua uscita, Marshmallow è utilizzato dallo 0,5% dei dispositivi Android, secondo l’ultimo rapporto della distribuzione del sistema operativo. La versione più popolare di Android rimane KitKat con il 36,6% di tutti i dispositivi Android. Rilasciato nel mese di ottobre 2014, Android 5.0 Lollipop si piazza al secondo posto con un 29,5% dei dispositivi combinato attraverso le versioni 5.0 e 5.1.

Android Jelly Bean (versioni 4.1, 4.2 e 4.3) è ancora in mano a più di un quarto di tutti i dispositivi Android, con un 26,9% combinato tra le tre versioni. Dal punto di vista di uno sviluppatore di app, la notizia migliore è l’abbandono delle versioni precedenti di Android: il longevo Gingerbread (versioni dalla 2.3 alla 2.3.7) è finalmente sceso sotto il 5% (con il 3,4%) e la versione 2.2 Froyo sta per scendere sotto lo 0,2% (dove è stata per un paio di mesi).

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Il più grande guadagno rispetto al mese precedente è stato fatto da Android 5.1, cresciuto dal 10,1% al 13,2% dei dispositivi Android tra novembre e dicembre. Il più grande declino è stato quello dell’1,2% per KitKat. Per il prossimo futuro, ci aspettiamo che il declino di KitKat possa essere il guadagno di Lollipop, fino a quando i nuovi dispositivi verranno aggiornati ad Android 6.0 Marshmallow.

La sottile linea tra Jelly Bean e Marshmallow

Gli utenti di lunga data di Android possono essere perdonati per non sapere o preoccuparsi quale versione del sistema operativo esegue il loro telefono cellulare. Dal punto di vista dell’esperienza utente, la differenza tra le varie versioni di Jelly Bean e Marshmallow è trascurabile. Sì, alcune app e funzioni più recenti non funzionano con le vecchie versioni del sistema operativo (alcune funzionalità come NFC e Bluetooth, scansione delle impronte digitali ecc), ma tendono ad essere casi limite di cui la gente può fare a meno.

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Google ha iniziato a semplificare e standardizzare Android nelle versioni di Jelly Bean. Gli elementi dell’interfaccia si sono gradualmente spostati verso la filosofia Material Design di Google, ma questo non significa necessariamente avere a che fare con Android in sé. Google ha disaccoppiato quasi tutte le sue applicazioni dal sistema operativo Android in Google Play Services, lasciando la versione base di Android abbastanza snella.

Quando Android era ancora un sistema operativo giovane, il fervore dei nuovi aggiornamenti era maggiore in quanto la differenza tra ogni versione tendeva ad essere drastica. Le versioni più recenti di Android (e iOS in questo caso) sono state più raffinamenti: diminuire l’utilizzo della memoria, aumentare le prestazioni, semplificare l’interfaccia, e così via. Quando un utente aggiorna il proprio telefono all’ultima versione di Android troverà un’esperienza più elegante e un paio di nuove funzioni, anche se niente di incredibilmente diverso.

La prospettiva dello sviluppatore di app è, naturalmente, una storia completamente diversa. Lo sviluppo di applicazioni Android è un esercizio di utilitarismo pragmatico, nella ricerca di portare le migliori pratiche al massimo numero di persone. Google ha reso più facile per gli sviluppatori indirizzare le API di più alto livello (23 in Android 6.0) e poi lasciare che l’applicazione aggiusti la sua funzionalità verso le API di livello inferiore quando gli utenti la scaricano da diversi dispositivi (anche Apple utilizza questa tattica per iOS).

I problemi della frammentazione Android è diminuito per gli sviluppatori negli ultimi anni. Il lento rilascio di Marshmallow servirà per mandar via piano piano le vecchie versioni di Android … e non è necessariamente una cosa negativa. (Fonte)

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