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Falsa esplosione a Bangkok, Facebook attiva il Safety Check

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Quando Facebook ha attivato la sua funzione Safety Check lo scorso martedì in risposta ad una “esplosione a Bangkok, Thailandia“, migliaia di utenti thailandesi hanno cliccato per indicare la loro sicurezza. Alcuni hanno scritto ad parenti e amici e li hanno rassicurati che erano illesi, come riporta il Bangkok Post.

Ecco il problema, però: non vi è stata alcuna esplosione a Bangkok. Almeno non martedì. Tuttavia, con le notizie dello scoppio che si sono diffuse a macchia d’olio in tutto il mondo, il Bangkok Post ha detto di aver ricevuto richieste da thailandesi residenti in Asia e Nord America preoccupati per i loro parenti a casa.

Il giornalista thailandese Saksith Saiyasombut ha twittato un’immagine della valutazione dello stato di allerta per la sicurezza.

facebook attiva il safety check a bangkok

Secondo il sito di tecnologia The Verge, gli utenti thailandesi di Facebook hanno ricevuto un avviso per indicare agli amici di essere al sicuro verso le 09:00 ora locale. L’avviso è stato rimosso un’ora dopo. Anche se ci sono stati pochi dettagli su quando o dove la presunta esplosione si fosse verificata, l’avviso puntava a un articolo sul bombardamento del 2015 del Santuario di Erawan a Bangkok. La fonte: un sito chiamato Bangkok Informer, che non ha dato alcuna indicazione che la storia si riferisse ad un evento passato.

Il Safety Check di Facebook si è rivelato controverso sin da quando è stato reso disponibile nell’autunno 2014. La funzione, originariamente destinata ad essere utilizzata durante i disastri naturali, è stata attivata in risposta al terrorismo per la prima volta nel corso degli attacchi di Parigi del novembre 2015.

Sebbene molti abbiano applaudito l’utilità dello strumento, alcuni hanno messo in discussione il motivo per cui era stato attivato per alcuni attacchi, ma non per altri, come il bombardamento di Beirut del giorno precedente, che uccise 43 persone.

facebook bangkok

E nel marzo di quest’anno, Facebook ha chiesto scusa per un problema tecnico che ha spinto gli utenti negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in altri paesi a comunicare di essere al sicuro dopo l’esplosione di una bomba a Lahore, in Pakistan.

Più di recente Facebook è stato messo sotto accusa per non aver saputo arginare il flusso di notizie false relative alle elezioni statunitensi. In risposta l’azienda ha scelto di bannare categoricamente i siti web che pubblicano false storie e che generano così entrate con la sua piattaforma pubblicitaria.(Fonte)

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