Perchè Facebook non ha attivato il Safety Check per altri attentati prima di Parigi?

Ti interessa questa notizia? Condividila sui tuoi social preferiti!

Nel periodo immediatamente successivo agli attentati di Parigi di venerdì, molti utenti i cui amici o parenti vivono in Francia hanno ricevuto un nuovo tipo di notifica da Facebook. Il social network ha attivato uno strumento relativamente nuovo chiamato Safety Check, permettendo a chi si trovava a Parigi di dire ai loro amici e parenti che erano al sicuro.

La funzione è stata senz’altro utile per molti, ma alcuni ne hanno sottolineato il suo uso a Parigi ma non per altri recenti attacchi, come un attentato suicida gemello che ha ucciso più di 40 persone a Beirut giovedi scorso, come l’ennesimo esempio di pregiudizio occidentale che valorizza apparentemente certe vite di più di altre.

facebook-parigi-informatblog

Sabato scorso Facebook ha ritenuto opportuno rispondere a queste accuse in un post sul blog scritto dal dirigente Alex Schultz. In esso Schultz osserva che questa è la prima volta che la società ha attivato questo strumento per qualcosa di diverso da un disastro naturale, eventi per cui lo strumento fu stato originariamente progettato quando venne rilasciato lo scorso anno.

Come durante un disastro naturale, osserva, durante gli attacchi “Facebook è diventato un luogo dove le persone condividevano informazioni cercando di capire la condizione dei loro cari”. Dopo aver discusso con i dipendenti di Facebook, l’azienda ha deciso che era una buona idea attivare il Safety Check. “Ci deve essere una prima volta per provare qualcosa di nuovo, anche in tempi complessi e sensibili, e per noi è stata Parigi”.

Ora che Facebook ha creato un precedente per l’utilizzo del Safety Check per terrorismo ed altri eventi violenti, avrà bisogno di capire quando e dove utilizzare la funzione. Dai commenti di Schultz non è chiaro se la il team lo avrebbe permesso per Beirut. Egli comprende che la città libanese è tra le “altre parti del mondo, dove la violenza è più comune e cose terribili accadono con frequenza angosciante”. E osserva che “nel corso di una crisi in corso, come la guerra o un’epidemia, il Safety Check nella sua forma attuale non è così utile per le persone: perché non c’è un punto iniziale o finale chiaro e, purtroppo, è impossibile sapere quando qualcuno è veramente al sicuro”.

Detto questo, Schultz scrive: “Vogliamo che questo strumento sia disponibile quando e dove può aiutare”, aggiungendo: “Noi abbiamo imparato molto dai feedback su questo lancio”. Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha replicato a queste osservazioni con la sua dichiarazione, dicendo: “Hai ragione che ci sono molti altri conflitti importanti del mondo, ma noi ci preoccupiamo per tutte le persone allo stesso modo, e lavoreremo duramente per aiutare le persone che soffrono in tutte le situazioni che possiamo”. (Fonte)

Loading...

Aggiungi commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *