Google progetterà i propri chip per smartphone

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Secondo un rapporto di The Information Google ha grandi ambizioni per l’hardware dei telefoni Android. Il rapporto dice che il gigante della ricerca ha inviato una lunga lista di richieste ai produttori di processori per i progetti futuri, e che Google sta anche progettando di costruire i propri processori.

Il rapporto dice che durante le discussioni di questo autunno, “i rappresentanti di Google hanno mostrato i chip che erano interessati a co-sviluppare, tra cui il processore principale di un telefono cellulare”. I nuovi chip sono necessari per le funzionalità future di Android che Google spera di rilasciare nei prossimi anni. Progettando i propri chip, Google può assicurarsi che la giusta quantità di potenza venga assegnata alle componenti giuste, rimuovendo i colli di bottiglia che rallentano tali nuove funzionalità.

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Il rapporto nomina specificamente la realtà virtuale e aumentata come casi d’uso per i nuovi chip. Pubblicamente, solo Google Cardboard è emerso dallo sforzo per la realtà virtuale di Google, ma internamente sembra che la società si stia preparando per fare le cose in grande. Alcuni dei più grandi nomi di Google hanno lasciato i loro posti sui prodotti di punta dell’azienda per andare a lavorare nel team dedicato alla realtà virtuale: Jon Wiley, il capo designer di Google Search, e Alex Faaborg, l’ex capo designer di Firefox, Google Now, e Android Wear. Un precedente rapporto del Wall Street Journal ha affermato che Google stava costruendo una versione di Android che sarebbe diventata un sistema operativo di realtà virtuale.

Ora Google vuole progettare i propri chip presumibilmente per alimentare questa nuova versione di Android per la realtà virtuale e dispositivi sperimentali come Tango (attualmente alimentato da un chip di Movidius). La realtà aumentata in particolare è estremamente difficile per un processore: sovrapporre una immagine 3D su un video o su un display trasparente significa misurare costantemente lo spazio del display in 3D, calcolare il rendering e posizionare gli oggetti in quello spazio 3D molte volte al secondo. Si sfrutta la CPU, la GPU, le fotocamere e gli accelerometri al massimo per tutto il tempo.

Per il processore d’immagine della fotocamera, il rapporto ha detto che Google è interessato ad una tecnologia in grado di “scansionare l’ambiente e portare le immagini sui sistemi cloud di Google per l’analisi”. Google dovrebbe poi “dare un contesto” all’immagine. Google fa già qualcosa di simile oggi con Google Goggles, che può identificare loghi, copertine di libri e altre immagini. Ma questo dovrebbe accadere continuamente a 24fps, piuttosto che sulle singole immagini. Sembra anche un po’ come Word Lens di Google, una app di traduzione con la realtà aumentata che sostituisce testo straniero con testo tradotto.

Il rapporto dice che Google ha anche chiesto “sensori più potenti in modo che il telefono cellulare sia in grado di raccogliere più dati”. Si parla di “sensori migliorati”, ciò significa presumibilmente che Google vuole standardizzare o migliorare quelli presenti nei Nexus 5X e 6P. Google sta anche cercando di aggiungere “il supporto per una più ampia gamma di sensori, tra cui uno che può misurare la distanza”, qualcosa che sarebbe davvero utile per la realtà aumentata e la realtà virtuale. Infine, la relazione ha detto che questi colloqui hanno avuto origine “dagli sforzi di Google per trovare un produttore con cui creare chip per un dispositivo di connettività aziendale”, un piano che è ancora in corso. Questo è abbastanza vago per significare qualsiasi cosa, ma sembra comunque interessante.

Google che progetta i propri chip rispecchierebbe la strategia di Apple, che ha impiegato negli iPhone e iPad con grande successo. Il controllo di Apple su hardware e software ha permesso di passare a una piattaforma a 64 bit prima di chiunque altro, e i suoi chip possono concentrarsi sui miglioramenti delle prestazioni che contano veramente per il software mobile, come le prestazioni single core.

Il rapporto rileva inoltre che Google ha assunto un alto dirigente di Qualcomm insieme a diversi ingegneri di PA Semi, una società produttrice di chip acquisita da Apple. Insieme con l’utilizzo di modelli ARM di base come punto di partenza, sembrerebbe Google abbia l’esperienza per tirare fuori un processore ben progettato. Ha solo bisogno di un produttore con cui giocare. (Fonte)

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