Google penalizzerà più severamente siti che diffondono malware

Ti interessa questa notizia? Condividila sui tuoi social preferiti!

Google protegge gli utenti contro i siti web pericolosi e nocivi da molti anni, avvertendo i navigatori del web quando accidentalmente cliccano su un link che li potrebbe portare a siti che diffondono malware o tentare il phishing delle informazioni private.

Ma molti siti hanno capito come aggirare le norme di Google: invece di ripulire il loro contenuto malevolo, potrebbero effettuare aggiustamenti in modo temporaneo affinchè il loro sito possa essere conforme al momento della verifica di Google, per poi tornare a danneggiare gli utenti una volta che gli avvertimenti di Google vengono rimossi. Ma ora, il motore di ricerca dice che sta per mettere fine a questo comportamento classificando questi siti come “recidivi” e applicando sanzioni più severe.

google malware informatblog

In passato, quando un sito violava le norme di Google relative a malware, software indesiderato, phishing, e politiche di ingegneria sociale, veniva visualizzato un avviso sui risultati di ricerca fino a quando il motore di ricerca non era in grado di verificare che il sito non era più dannoso. Tale verifica potrebbe essere attivata automaticamente, o poteva essere fatta su richiesta del webmaster del sito, come spiega il gigante della ricerca in un annuncio.

Ma tutto questo sta cambiando. A partire da oggi, i siti che passano tra un comportamento conforme e uno che viola la sua politica saranno etichettati come “recidivi”, e non sarà possibile richiedere nuovamente la verifica se non dopo 30 giorni. Ciò significa che per un mese intero dopo essere stato contrassegnati ed etichettati, questi siti continueranno a mostrare gli avvisi agli utenti e ai navigatori.

Questi avvisi indicano che gli utenti di Internet dovrebbero evitare il sito in questione, e riportano direttamente ai risultati di ricerca di Google affinchè un utente scelga un altro risultato: questo porta ad una diminuzione drastica del traffico per i siti in questione.

Solo dopo che il mese sarà passato, il webmaster potrà richiedere un riesame del suo sito contrassegnato come malevolo.

L’idea è quella di colmare una lacuna nella protezione che esisteva con la politica precedente. E non sarà più redditizio per questi siti fingere di essere a posto, in quanto invece saranno continuamente segnalati per lunghi periodi di tempo.

Google dice che la politica non si applica a quei siti che sono hackerati, ma solo a quelli che diffondono malware e altri contenuti nocivi intenzionalmente. (Fonte)

Loading...

Aggiungi commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *