Microsoft sta pensando a rendere Windows open source

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Il titolo dice tutto. E’ un concetto folle … ma potrebbe diventare realtà. Quando Microsoft ha recentemente annunciato di lavorare su una versione di MS SQL per Linux, il sottotitolo era chiaro: Microsoft capisce che il mondo adesso è alimentato dai servizi e non dalla piattaforma. A questo punto un sacco di soldi si scrollano di dosso quella nozione antiquata che viviamo in un mondo solo per Windows.

La verità è che oggi viviamo in un mondo mobile e non si può tornare indietro. E così, a questo punto nel panorama della tecnologia, è il momento per Microsoft di fare i conti con l’idea che la piattaforma Windows funzionerebbe meglio se fosse open source. Perché? Diamo un’occhiata.

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L’open source è oggi l’unico vero “prezioso”

Oggi lo scenario è molto diverso da quello di cinque o dieci anni fa. Ora l’open source governa. Il giorno in cui i big data accettarono soluzioni open source come campione ha cambiato completamente la traiettoria del software open source. Naturalmente, questo non significa che se Microsoft dovesse aprire il codice sorgente di Windows le aziende smetterebbero di usare la tecnologia che attualmente utilizzano per migrare a Windows. Perché? Perchè Windows, così com’è, non è capace di compiere una tale impresa. Tuttavia, se Microsoft aprisse la piattaforma, potrebbero accadere un certo numero di cose:

  • Gli sviluppatori open source potrebbero integrare meglio la piattaforma in progetti open source su larga scala
  • Gli sviluppatori open source potrebbero migliorare o biforcare la piattaforma in qualcosa di piuttosto notevole
  • Aprirebbe le risorse Microsoft per essere poi focalizzate nella distribuzione di servizi che in realtà fanno fare loro i soldi
  • Consentirebbe agli sviluppatori open source di migliorare gli standard del settore per tutte le piattaforme
  • Lo sviluppo, in generale, di tutte le piattaforme potrebbe essere molto più rapido
  • Questo potrebbe forzare la mano a società di software come Adobe per portare finalmente i loro prodotti su altre piattaforme

Alla Worldwide Partner Conference 2014 (WPC), Microsoft ha riconosciuto che Windows aveva solo una quota del 14% di tutti i dispositivi. Rileggiamolo ancora una volta. A peggiorare le cose per Microsoft, le vendite di licenze sono diminuite del 34%. Una grande parte di questo calo è dovuto al crollo delle vendite di Windows per computer. E con il continuo aumento della mobilità, insieme con l’incapacità di Microsoft di prendere piede nel panorama mobile, questo può essere visto solo come un avvertimento che Windows come piattaforma è in difficoltà.

La soluzione per Microsoft è di rendere open source la sua piattaforma, consentendo agli sviluppatori open source di contribuire a migliorare ed evolvere Windows e rivolgendo gli sforzi aziendali su SaaS, Internet degli oggetti, e sfruttando questo nuovo ordine mondiale con le imprese.

Il punto di vista open source

Molti sostenitori dell’open source potrebbe rifuggire all’idea un Windows aperto, pensando che potrebbe avvelenare il pozzo. Ma la verità di questa materia appiccicosa è semplice: con un Windows open source, Linux sarebbe destinatario di alcuni benefici. In primo luogo, avere la possibilità di eseguire software Windows nativo senza l’aiuto di WINE sarebbe una vittoria enorme per Linux e l’open source in generale. In secondo luogo, immaginate se il mondo degli sviluppatori open source reinventasse Windows in modo tale da renderlo molto più resistente a malware e virus; questa sarebbe ancora un’altra grande vittoria per l’open source.

Ma anche così, sarebbe una sfida per Microsoft farsi vedere come un partner dal mondo open source. Considerando i benefici di cui l’open source potrebbe godere, abbracciare Windows come piattaforma open source dovrebbe essere un gioco da ragazzi.

E’ troppo tardi?

Naturalmente, questo potrebbe benissimo essere ancora più irrilevante di quanto tutti noi pensiamo. Perché? E’ chiaro che Android e iOS sono i campioni indiscussi. Nessuno, nè Windows, nè Mac e nè Linux ha la possibilità di buttarli giù in questo momento. Se Microsoft vuole rimanere in gara, a lungo termine, potrebbe prendere in considerazione di spostare la licenza del sistema operativo verso qualche forma di GPL. Anche se lo facesse, non c’è alcuna garanzia che la massiccia marea del mondo mobile possa essere calmata per migliorare le prospettive a lungo termine per la piattaforma Windows. Ma perché non correre il rischio? (Fonte)

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