Oracle vuole 9 miliardi da Google per l’uso di Java in Android

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Il battibecco tra Apple e Samsung su alcuni brevetti potrebbe aver monopolizzato i riflettori, ma c’è un’altra causa che sta durando altrettanto a lungo e ha altrettanto gravi ripercussioni, almeno per il mondo Android.

Da quasi sei anni a questa parte, Google e Oracle vanno avanti e indietro tra i tribunali per una violazione di copyright che ruota attorno all’uso delle API Java in Android. In vista del processo di aprile, Oracle sta cercando di ottenere l’enorme somma di 9,3 miliardi di dollari (circa 9 miliardi di euro) in danni per i profitti che Google ha fatto con Android.

Oracle in realtà non è il proprietario originale di Java nè il suo creatore; questo titolo appartiene a Sun Microsystems, che Oracle ha acquisito all’inizio del 2010. Quasi immediatamente, Oracle ha citato in giudizio Google per violazione del copyright per Java. Al centro del caso non c’è l’uso di Java in sé, ma alcune delle API Java e, di conseguenza, la questione del copyright per tali API.

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Non c’è stato alcun chiaro vincitore ancora da allora. Una giuria inizialmente ha giudicato Google colpevole di tale violazione, o almeno per 37 delle API Java. Il giudice del processo William Alsup, tuttavia, ha rovesciato la sentenza, stabilendo che le API non sono soggette a protezione di copyright. Una corte d’appello, a sua volta, ha annullato la sentenza di Alsup scaricando la causa nella sua corte. Google ha proposto il ricorso alla Corte Suprema, ma, a differenza del recente caso di Samsung contro Apple, la più alta corte del paese ha rifiutato di ascoltare la causa per questa presunta violazione di copyright.

Google ha sempre insistito sul fatto che l’uso di API Java rientra nel fair use, che consente la copia limitata di materiale protetto da copyright. Questo sarà ancora una volta il suo argomento, quando i due giganti tecnologici si daranno testa in tribunale a maggio. Per ora, tuttavia, Google dovrà affrontare le alte richieste di danni che Oracle adesso avanza.

Tale somma, calcolata dall’esperto danni di Oracle, è costituita da 475 milioni di dollari di danni effettivi più 8.83 miliardi di dollari di profitti che Google ha fatto da Android, anche da pubblicità e app mobili. Google, tuttavia, ha criticato il calcolo, dicendo che i danni possono essere calcolati solo dai profitti in cui è stato utilizzato il codice vero e proprio. In questo caso, Google sostiene che le 37 API soggette della presunta violazione sono solo una piccola frazione del codice Android totale. Google calcola che i danni siano solamente attorno ai 100 milioni di dollari.

Le giurie hanno una buona probabilità di stabilirsi su un valore intermedio in casi come questi e l’importo potrebbe essere portato ulteriormente verso il basso, anche prima dell’inizio del processo del 9 maggio. Google e Oracle si incontreranno di nuovo davanti al giudice il 27 aprile in attesa di giudizio. Il nuovo processo riguarderà le nuove versioni di Android rilasciate dal 2010, ad eccezione di Android 6.0 Marshmallow. (Fonte)

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