Con Skype su Windows si può ora tradurre la voce in tempo reale

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Gli utenti Windows si troveranno improvvisamente in grado di parlare sette lingue diverse, visto che la tecnologia di traduzione in tempo reale di Microsoft è ora disponibile a tutti coloro che hanno installato Skype per Windows.

Questa innovativa caratteristica del famoso programma di chat e videochiamata traduce un discorso da una lingua quasi come è parlata. L’applicazione attualmente supporta la traduzione vocale dal vivo in inglese, cinese mandarino, francese, tedesco, italiano, portoghese e spagnolo. Skype ha scritto in un post sul blog che sta “lavorando per implementare nuovi linguaggi e piattaforme”, mentre la sua traduzione da testo a testo funziona con più di 50 lingue.

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Gli utenti di Skype per Windows possono iniziare a tradurre cliccando sull’icona del globo, nell’angolo superiore destro dell’applicazione. Gli utenti che non vedono questo simbolo devono assicurarsi che la loro installazione sia aggiornata.

Questo ampio rilascio avviene dopo che Skype ha inizialmente avviato l’introduzione del servizio di traduzione per gli utenti Windows nel mese di ottobre. L’azienda ha svelato la funzione alla Code Conference di Re/Code del maggio 2014, mentre la versione di anteprima del servizio è stata lanciata nel dicembre 2014. Il traduttore vocale di Skype, che in precedenza era disponibile come applicazione stand-alone, era in grado di tradurre soltanto due lingue in tempo reale in quel momento.

La società dice che la coppia di linguaggi tradotti più popolare finora è stata quella dal francese all’inglese. Nel frattempo, il numero di chiamate sul servizio sono aumentate del 400% dal lancio di Skype Translator.

La tecnologia di Microsoft migliora nel comprendere nuovi linguaggi nel tempo grazie all’apprendimento automatico, che consente ai computer di capire come portare a termine nuovi compiti senza l’intervento umano. Con l’apprendimento automatico, gli algoritmi imparano cosa fare in futuro sulla base di ciò che è stato sperimentato in passato, come spiega questo documento di un corso di informatica dell’Università di Princeton. (Fonte)

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