Ultra High Frequency, biometria e tecnologie mobile: tutte le ultime scoperte nel campo della sicurezza personale

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Quando si parla di sicurezza, la prudenza non è mai troppa. Soprattutto quando ci sono in ballo somme alte o l’incolumità personale. Per questo il campo dei sistemi di controllo è sempre più fertile, con nuove invenzioni sfornate negli ultimi anni. Con risultati da fantascienza, se si pensa che solo poco tempo fa erano un’idea da film di spionaggio.

La prima piccola rivoluzione dovrebbe colpire i prodotti da supermercato. Una svolta epocale, visto che viene a interessare gli oggetti più comuni, modificandone solo una parte: il codice a barre. La nuova tecnologia UHF (Ultra High Frequency) consente di leggere a grandi distanze, e in un futuro non troppo lontano potrà permettere di etichettare i prodotti e gestire i pagamenti.

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Il compito del codice a barre, appunto. Il cambiamento è stato rimandato (non annullato) per motivi di costi di produzione, considerando che il sistema attuale non è troppo costoso. L’UHF può anche essere utilizzato nell’identificazione e nel riconoscimento delle persone. Con braccialetti dotati di questa tecnologia si può monitorare il numero di clienti di un locale o di un determinato evento, riuscendo così a evitare il sovraffollamento. Allo stesso modo i pazienti sottoposti a operazioni chirurgiche potrebbero essere identificati con estrema accuratezza.

Il campo in cui sta avvenendo il vero salto verso il futuro è però la biometria, come dimostrano i dati contenuti in un rapporto stilato da Giochi di Slots. Se le impronte digitali sono ormai un concetto radicato nell’immaginario comune, sorprenderà di più sapere che sono stati inventati software per riconoscere chi riusciva a ingannare il vecchio sistema tramite guanti in lattice. I sistemi di riconoscimento della rete vascolare non hanno ricevuto l’attenzione auspicata per il momento, ma potrebbero rilanciarsi.

Più probabile invece che si punti con decisione verso sistemi di riconoscimento dell’iride. Se pensate che siano solo uno strumento da fantascienza vi sbagliate: i migliori edifici di sicurezza presentano questo sistema come il più affidabile per evitare inganni. Si può immaginare che nei prossimi anni il funzionamento verrà utilizzato anche per edifici di dominio pubblico ma gestione privata (a partire da banche e casinò), prima di approdare nelle abitazioni dei cittadini. La tecnologia del riconoscimento facciale è invece usata anche per distinguere nella folla un ricercato o una persona ritenuta pericolosa. Un’idea da “Chuck” o serie tv simili, in realtà già da tempo utilizzata.

L’ultimo passo di quest’evoluzione digitale dovrebbe riguardare i cellulari, in cui l’accesso sarà consentito soltanto a determinate condizioni. Il controllo vocale, facciale, della retina o dell’impronta digitale (in casi estremi dei quattro combinati insieme) rimpiazzerà le già obsolete password, pin e sistemi per sbloccare lo schermo. Solo in questo modo la privacy sarà realmente garantita e i casi di hackeraggio saranno solo un lontano ricordo. Infine banche e carceri stanno pensando di basare la loro sicurezza sulla biometria multimodale, in grado di verificare i dati contenuti in un chip in tempo reale. Tutto accompagnato dallo studio di nuove tecnologie per legare la sicurezza al riconoscimento del DNA delle persone: un ulteriore passo avanti, che non potrà fare a meno di riaprire il vecchio dibattito su sicurezza e privacy.

Secondo la società di ricerche, Research and Markets, il mercato dei sistemi biometrici raggiungerà i 25,31 miliardi di dollari nel 2020, con un tasso medio di crescita stimato nel 16,56%.

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