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5 cose che abbiamo imparato su Twitter nel 2014

Solo nel confuso mondo dei media digitali una società con quasi 300 milioni di utenti attivi al mese e centinaia di milioni di dollari di fatturato trimestrale rischia di essere considerata troppo piccola.

Ma questo è esattamente quello che è successo a Twitter nel 2014, in particolare nel mese di dicembre, quando Instagram ha annunciato di avere oltre 300 milioni di utenti attivi al mese. Ciò ha portato ai proclami che Instagram sta picchiando duro su Twitter, postati proprio su Twitter – senza il minimo senso dell’ironia.

Se 2014 ci ha insegnato qualcosa su Twitter, è che questo fatto del “non avere abbastanza utenti” probabilmente andrà avanti. Ecco cosa altro abbiamo imparato a conoscere di Twitter nel 2014:

twitter 2014

Problemi di crescita

Se la copertura della piattaforma durante l’anno è veritiera, Twitter è rimasto sostanzialmente stagnante nel 2014. Tuttavia, in realtà Twitter è cresciuto, con il suo numero di utenti mensili attivi – ossia il numero di persone che utilizzano o accedono al servizio almeno una volta al mese – che ha raggiunto i 284 milioni nel mondo nel terzo trimestre, rispetto ai 241 milioni nel quarto trimestre del 2013 (conclusosi il 5 febbraio 2014).

Si teme, tuttavia, che il tasso di crescita di Twitter rispetto all’anno precedente sia più o meno piatto. Tali preoccupazioni sono state amplificate dall’annuncio che Instagram ha raggiunto 300 milioni di utenti attivi, rendendo Facebook l’orgoglioso proprietario dei due social network più diffusi sul pianeta (senza contare che Facebook è il proprietrio di WhatsApp, che vanta 600 milioni di utenti attivi mensilmente).

E’ l’influenza, stupido

La confutazione principale di Twitter verso tali critiche è stata quella di sottolineare come sia fuori misura la sua influenza culturale rispetto alla dimensione della sua base di utenti. I dirigenti di Twitter regolarmente sottolineano che i tweet sono diventati punti di trasmissione e di copertura delle notizie digitali, e che quando le notizie arrivano, esiste già una conversazione immediata su Twitter.

Come il co-fondatore di Twitter Evan Williams ha spiegato in un’intervista a Fortune:

“E’ una questione di ampiezza rispetto alla profondità. … Le cose importanti arrivano subito su Twitter e leader mondiali hanno conversazioni su Twitter. Se questo succede, francamente non me ne frega un c**** se Instagram ha più utenti che cercano belle immagini. ”

Monetizzazione (ad un certo punto, forse)

Mentre le affermazioni di Twitter riguardo l’influenza che ha sui mass media sono apparentemente legittime, fanno poco di concreto di Twitter (per ora). Twitter non eroga pubblicità sui i tweet che appaiono o che sono incorporati in altri siti web, rendendo così tale argomento finanziariamente discutibile. Twitter ha cercato di aumentare il numero di annunci fuori da Twitter con MoPub, la rete pubblicitaria mobile che ha acquistato nel 2013, e Fabric, il software che rilasciò in autunno per aiutare gli sviluppatori a integrare Twitter (e gli annunci MoPub) nelle loro applicazioni mobili.

Che abbia Twitter trascorso l’anno sottolineando l’ubiquità dei tweet suggerisce che spera di un giorno di capire come monetizzare la propria presenza attraverso altri siti web o nelle trasmissioni tv. E infatti, il CEO di Twitter Dick Costolo ha parlato riguardo alla monetizzazione che ancora non è sfruttata del tutto. Esattamente come sarà compiuta, tuttavia, rimane sconosciuto.

Nuove funzioni

Twitter ha anche affrontato il suo problema di crescita integrando una serie di nuove funzionalità nel corso dell’anno.

Lo scorso ottobre, Twitter ha aggiustato la sua visualizzazione in modo che foto e video si auto-renderizzino negli stream. Si è esteso a marzo consentendo agli utenti di inviare più foto in una sola volta. Nel mese di giugno, ha rilasciato l’app con gli annunci, una delle principali fonti di entrate pubblicitarie per il principale rivale Facebook. Twitter è anche entrato nell’e-commerce attraverso una partnership con Amazon iniziata in primavera e lanciando la sua funzione commerciale fortemente attesa, che ha aggiunto un pulsante di acquisto per promuovere i tweet lo scorso autunno.

La sperimentazione è tutt’altro che finita: al South by Southwest a marzo, il capo delle vendite on-line di Twitter a livello mondiale ha detto che l’innovazione continuerà dato che la società stava guardando a caratteristiche come un tasto click-to-call per le imprese locali.

Algoritmo o non algoritmo?

Gli irriducibili di Twitter sono scoppiati di indignazione a settembre, quando il CFO di Twitter Anthony Noto ha detto che Twitter avrebbe introdotto un feed per visualizzare i tweet con un algoritmolista di follower e imparare la lingua nativa di Twitter – con i suoi hashtag proliferanti e menzioni con @ – potrebbe sopraffare chi non sa niente, e questo è un potenziale rimedio. Il guaio è che gli irriducibili di Twitter vedono il feed non-algoritmico come sacrosanto, l’una caratteristica che impedisce al servizio di diventare simile a Facebook.

Il conflitto diventa bollente per Twitter: meglio servire pochi influenti o cambiare il prodotto principale in nome dei numeri? Tornate tra un anno per la risposta.

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