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Al co-fondatore di Twitter non frega un c**** se Instagram ha più utenti

Ieri, Instagram ha annunciato che dispone di 300 milioni di utenti attivi al mese. La notizia ha un confronto immediato tra la app di condivisione foto, venduta a Facebook per 1 miliardo di dollari nel 2012, e Twitter, una società di 24 miliardi di dollari quotata in borsa, che ha 284 milioni di utenti.

E’ stato chiesto a Evan Williams, co-fondatore di Twitter e membro del consiglio, che cosa pensasse della notizia. La sua risposta? Il conteggio degli utenti è una metrica sbagliata su cui concentrarsi.

Dice infatti: “E ‘una questione di ampiezza rispetto alla profondità. Perché si parla solo degli utenti? La cosa è pazzesca: Facebook ha fatto un lavoro incredibile nello stabilire questo fatto come metrica per Wall Street. Nessuno dice mai, ‘Che cosa è un utente attivo mensilmente?’ Io credo che sia il caso che se si utilizza Facebook Connect – se si utilizza un’applicazione che si collega con Facebook Connect – si è considerati utenti di Facebook anche se non si è mai lanciata l’applicazione Facebook o andati sul sito facebook.com. Che cosa vuol dire? E’ un concetto diventato così astratto da essere privo di significato. Dati memorizzati su un server. Penso che siamo sulla strada sbagliata.”

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Evan Williams continua: “Se si pensa all’impatto che Twitter ha sul mondo rispetto a Instagram, è abbastanza significativo. E’ come confrontare le mele con le arance. Twitter è quello che volevamo che fosse. Sono informazioni in tempo reale da tutto il mondo, cose importanti appaiono su Twitter e i leader mondiali hanno conversazioni su Twitter. Se questo è quello che sta succedendo, a me francamente non frega un ****** se Instagram ha più utenti in cerca di belle immagini.

Certamente a Wall Street preoccupano altre cose. Williams ha detto che non è autorizzato a commentare argomenti relativi alla finanza, ma ha replicato che la monetizzazione di Twitter sta andando molto bene. “Twitter fa molto più soldi di Instagram, se è questo che a Wall Street preoccupa”, ha detto.

Per quanto riguarda il metodo di conteggio utenti di Facebook, Williams ha ragione. Secondo un deposito SEC, la definizione di Facebook di un utente attivo comprende chiunque “abbia condiviso contenuti o attività con i suoi amici di Facebook o connessioni tramite un sito web di terze parti o applicazione integrata con Facebook”.

Quindi, anche se non si va su Facebook per un mese, contate come utente attivo mensile se utilizzate una app con cui avete avuto accesso tramite il vostro account Facebook e condiviso qualcosa. Se ad un utente “piace” qualcosa su un sito, o ascolta una canzone su Spotify che viene poi condivisa automaticamente a Facebook, esso conta.
  
A tal fine, Twitter sta coniando una propria definizione per la sua base di utenti. Il mese scorso il CEO di Twitter Dick Costolo ha rivelato che il contenuto pubblicato da Twitter in realtà raggiunge 500 milioni di persone ogni mese, quando si prende in considerazione chi ha visto un Tweet incorporato in una pagina web o un’altra applicazione. La conclusione? Quando si tratta di fare a gara a chi ce l’ha più grosso, neanche a Costolo frega un ***** … beh, avete capito.

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