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Algoritmo Facebook: ecco come funziona

algoritmo facebook edge rank

Come Google con il Page-Rank, anche Facebook ha il suo algoritmo chiamato Edge-Rank, il quale decide quali post visualizzare e con che precedenza sulla News Feed. In questo periodo inoltre, Facebook ne ha modificato il suo funzionamento, dando la precedenza a contenuti di qualità, spesso a discapito anche di quelli più virali.

In media, ad ogni nostro accesso ci verranno mostrati circa 300 post, e questi saranno scelti grazie a diversi criteri di selezione affinati nel tempo. Cominciamo dunque a vedere come funzionano i vari meccanismi.

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Grande importanza per l’algoritmo Facebook di visualizzazione dei post è data alle interazioni che gli utenti hanno con i contenuti del famoso social network. Se un tempo era data maggiore importanza a post più recenti, ora il criterio con cui questi ci vengono proposti è cambiato basandosi principalmente sulle interazioni. Se perciò un post di un amico continuerà a raccogliere commenti o like anche dopo un paio di giorni, è probabile che Facebook ce lo mostri sulla News Feed. Questo meccanismo è chiamato Story Bumping e, secondo quanto dichiarato da Facebook, consentirà al pubblico di vedere il 70% delle storie pubblicate.

Come avrete intuito, grandissima importanza è data alle interazioni dell’utenza con i contenuti. Vi sarete certamente accorti che i post di alcuni vostri amici o di alcune pagine non vi vengono mai visualizzati mentre quelli delle utenze con cui interagite di più, assumono spesso le prime posizioni. Questo processo di selezione, chiamato Last Actor, si basa sulle ultime 50 nostre interazioni, tramite le quali l’algoritmo Facebook creerà una classifica di importanza dei nostri contatti, privilegiando i post di quelli più apprezzati rispetto a quelli che ci hanno lasciato indifferenti.

Come accennato in precedenza, gli ingegneri che si occupano del funzionamento del processo di selezione dei post, hanno annunciato che la qualità delle notizie avrà una maggiore importanza anche rispetto a quei post che spesso diventavano virali ma che non portavano nulla di concreto. E’ il caso dei fatidici “meme”, immagini divertenti che in questi ultimi mesi hanno raggiunto l’apice della diffusione.

Se questa novità porterà sicuramente una boccata d’aria fresca alle pagine i cui contenuti principali sono le notizie, è anche vero però che Facebook penalizza fortemente i collegamenti a siti esterni, impossibilitando di fatto la promozione di contenuti non direttamente disponibili sul social network. In questo modo l’azienda si è assicurata un maggior utilizzo degli annunci a pagamento, i quali risulteranno fondamentali per mantenere un minimo di visibilità sulla pagina.

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Nonostante post di qualità siano ora più che mai indispensabili per ricreare il così detto “engagement” con i vari post, è anche vero che ora come ora non potendo promuovere in maniera ottimale i nostri link, sarà difficile far visualizzare le nostre storie all’utenza. Si avrà così una situazione tipica da cane che cerca di mordersi la coda, in quanto, con sempre meno persone che visualizzano ciò che condividiamo, sarà sempre più difficile creare coinvolgimento, una tendenza perciò terminabile solamente con gli annunci pubblicitari o con contenuti che creino grande interazione con i fan.

Per quanto concerne l’ordine con cui vengono mostrati i post all’utenza, dobbiamo tirare in ballo il nuovissimo Chronological Ordering, un criterio tramite il quale i post verranno disposti in ordine cronologico, ma favorendo comunque quelli di maggior interesse.

In futuro sempre su questa rubrica settimanale, vi spiegheremo come sfruttare l’algoritmo Facebook per massimizzare la portata dei post delle vostre pagine.

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