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Anonymous: Twitter sta disattivando i suoi account a causa dell’ISIS

Anonymous sostiene che tra le centinaia di migliaia di account che Twitter ha recentemente sospeso a causa di legami con il terrorismo, ce n’erano alcuni appartenenti proprio al gruppo di attivisti online, che quindi sono stati sospesi in modo non corretto.

Twitter ha confermato di aver chiuso 125.000 account colpevoli di “minacciare o promuovere atti terroristici, principalmente legati all’ISIS”, ma è emerso che tra tali account ce n’erano alcuni di utenti di Anonymous, che stavano attivamente cercando di aiutare Twitter per identificare gli account affiliati al gruppo terrorista.

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Secondo un membro di Anonymous, avente nickname WauchulaGhost, i loro account sono stati brevemente sospesi senza preavviso. “Non ho mai ricevuto una email da Twitter”, ha detto a The Epoch Times. Anonymous è coinvolto in una campagna chiamata “Operation ISIS” (o OpISIS) da oltre un anno, la quale si prefiggere di interrompere la comunicazione online di gruppi terroristici come l’ISIS.

WauchulaGhost ha anche sostenuto che Twitter dovrebbe dare più credito ai membri di Anonmyous. “Chi ha sospeso 125.000 account? Anonymous, assieme a gruppi e cittadini comuni a noi affiliati. Vi rendete conto che se tutti smettessero di segnalare account ed immagini di questo tipo Twitter sarebbe inondato da terroristi?”

Diversi membri di Anonymous, alcuni dei quali impegnati nell’operazione “OpISIS”, hanno riferito di aver perso il controllo del proprio account Twitter nell’ultimo mese. Ad alcuni è stato concesso l’accesso di nuovo, ma altri rimangono tuttora sospesi.

Così come Anonymous, anche gruppi come CtrlSec e GhostSec fanno parte di un crescente esercito di vigilantes online che stanno prendendo a cuore la lotta contro l’ISIS, in quanto vedono che il lavoro svolto dalle piattaforme di social media non è abbastanza efficace. Questi gruppi hanno pubblicato un lungo elenco di account che sostengono essere controllati dai sostenitori dell’ISIS, anche se, proprio come Twitter, questi elenchi sono stati criticati perchè comprendevano account di proprietà di accademici e giornalisti che semplicemente facevano riferimento all’ISIS nei loro tweet. (Fonte)

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