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Apple vuole smettere di comprare un componente chiave di iPhone dalle brutali miniere congolesi

Apple ha annunciato che sospenderà temporaneamente l’acquisto di cobalto estratto a mano nella Repubblica Democratica del Congo, a meno di una settimana dopo la pubblicazione di un’indagine di Sky News che ha raccontato le brutali “condizioni di schiavitù” e il lavoro minorile nelle miniere di cobalto.

Il cobalto è uno dei più preziosi minerali al mondo per il settore della tecnologia. Si tratta di una componente indispensabile delle batterie agli ioni di litio ricaricabili che utilizzano smartphone e computer portatili. E la maggioranza del cobalto del mondo si trova nella Repubblica Democratica del Congo, uno dei paesi più poveri del mondo.

I rapporti secondo cui grandi aziende come Apple, Sony e Samsung usano il cobalto proveniente dalle cosiddette miniere “artigianali”, ossia piccole miniere dove i lavoratori utilizzano gli strumenti più elementari con poca o nessuna normativa del lavoro, sono in giro da anni.

Nel 2016, Amnesty International ha pubblicato un rapporto che ha dimostrato come queste aziende non riescono a fare alcun controllo di base per garantire che il lavoro minorile non venga utilizzato per estrarre il cobalto usato per i loro prodotti. Il rapporto ha anche riscontrato che nessun paese impone alle aziende di disciplinare o rendere pubbliche le informazioni sulle loro catene di fornitura di cobalto.

apple miniere di cobalto iphone

L’indagine di Sky News ha scoperto che i bambini di 4 anni a lavoro nelle miniere, che poi riscontrano problemi di salute legati ai fumi, vengono pagati l’equivalente di circa 10 centesimi di euro per un giorno intero di lavoro massacrante.

Una tra le più importanti aziende del flusso di cobalto dall’Africa ai produttori in Asia è Zhejiang Huayou Cobalt Company. La società cinese è il più grande acquirente di cobalto artigianale nella Repubblica Democratica del Congo e rifornisce la maggior parte dei più grandi produttori di batterie di tutto il mondo, tra cui Apple.

L’anno scorso, Apple ha promesso che avrebbe intensificato il controllo della sua catena di approvvigionamento di cobalto, ma ha detto che non avrebbe fermato gli acquisti. Ha affermato che era preoccupata del fatto che tagliare le miniere artigianali da cui Huayou Cobalt acquista sarebbe stato ottuso, in quanto avrebbe costretto i minatori a perdere i loro posti di lavoro.

La logica di Apple, presumibilmente, era che esplorando nuovi modi per migliorare la regolamentazione fosse il compromesso migliore tra estrarre i minerali e boicottare le miniere. Questa era la sua affermazione pubblica; ma c’era anche il fatto che tagliare questa importante fornitura di cobalto probabilmente sarebbe stato dirompente per il suo business.

Ma ora, come riporta il Washington Post, Apple ha smesso di comprare cobalto dalle miniere artigianali, almeno per il momento.

“Stiamo lavorando con Huayou su un programma che verificherà le singole miniere artigianali, secondo i nostri standard”, ha detto Apple in un comunicato. “E queste miniere rientreranno nostra catena di fornitura solo quando saremo certi che metteranno in atto protezioni adeguate”.

Apple dice che si coordinerà con i gruppi locali per migliorare le condizioni di lavoro e far finire il lavoro minorile. Dice anche che inizierà a trattare il cobalto come un “minerale del conflitto”. La legge federale richiede alle aziende di dimostrare che i minerali che rientrano in questa categoria non beneficiano o finanziano i gruppi armati nella Repubblica Democratica del Congo.

Solo il tempo ci dirà se manterrà la promessa.(Fonte)

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