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Come difendersi dalle truffe sulla qualità dell’ADSL dei vari operatori

ADSLA me è capitato più di una volta, e penso anche a molti di voi, di aver constatato come la velocità minima garantita dell’ADSL promessa dai vari operatori non viene rispettata, ed a volte risulta di molto inferiore a quella contrattuale. Ora abbiamo come difenderci da questa truffa e se lo riteniamo opportuno possiamo rendere nullo anche il contratto sottoscritto con gli operatori telefonici. Vi spiego come fare.

Nel 2008 è stato avviato un progetto italiano, il cui promotore è stata l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, di monitoraggio della qualità degli accessi ad internet da postazione fissa (Delibera n. 244/08/CSP). L’Autorità, attraverso questo progetto vuole perseguire questi due obiettivi:

  1. effettuare misure certificate al fine di comparare la qualità delle prestazioni offerte da ogni operatore, relativamente ai piani tariffari ADSL più venduti
  2. mettere in condizione l’utente attraverso specifici software gratuiti, denominati Ne.Me.Sys. (Network Measurement System) e MisuraInternet Speed Test, di valutare autonomamente la qualità del proprio accesso ad Internet dalla propria postazione fissa

I valori che bisogna prendere come riferimento delle prestazioni dell’ADSL, con cui poi confrontare le diverse offerte, sono quelli pubblicati sui siti web dei vari operatori.

La misurazione, la verifica e la certificazione della qualità dell’ADSL, può essere effettuata direttamente dall’utente attraverso due software Open Source, scaricabili dal sito ufficiale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che sono così descritti. Il software Ne.Me.Sys. consente di ottenere un certificato attestante la qualità della connessione.

Nel caso in cui l’utente rilevi valori peggiori rispetto a quanto promesso dall’operatore, il risultato di tale misura costituisce prova di inadempienza contrattuale e può essere utilizzato come strumento di tutela da allegare al reclamo al fine di richiedere il ripristino degli standard minimi e, ove non vengano ristabiliti i livelli di qualità contrattuali, il recesso senza costi. MisuraInternet Speed Test è lo speed test del progetto Misura Internet, che fornisce il valore istantaneo della qualità dell’accesso ad internet dell’utente.

Sulla rete si possono trovare anche altri software Speed Test, ma a differenza di questi, MisuraInternet Speed Test si basa su un’architettura tecnica progettata appositamente dall’Autorità. Questo software non effettua un semplice test sulla generica velocità di navigazione su Internet, ma di verifica esatta delle prestazioni della rete dell’operatore che fornisce il servizio ADSL all’utente.

Nel caso in cui l’utente rilevi valori peggiori rispetto a quanto garantito contrattualmente dall’operatore o comunque poco soddisfacenti, si consiglia di effettuare il test completo Ne.Me.Sys per ottenere il certificato che riporterà ogni eventuale violazione della qualità promessa, ed è anche necessario per inoltrare il reclamo all’operatore. Per maggiori chiarimenti, si può andare sul sito dell’Autorità dove si possono trovare anche i Tutorial su come scaricare e far funzionare i due software.

I diritti degli utenti e come contestare la scarsa qualità dell’ADSL

Ci viene in aiuto Sergio Del Grosso della direzione Tutela dei consumatori dell’Agcom, il quale ci dice:

Una volta presentato il reclamo al proprio gestore, quest’ultimo ha 30 giorni per fornire una risposta al cliente, sia essa positiva o negativa, altrimenti scatta una sanzione da parte dell’Autorità

Il silenzio quindi non è ammesso. A questo punto per il consumatore si aprono 3 strade:

  1. che l’operatore verifichi la richiesta e risolva il problema migliorando la qualità del servizio. A volte sono problemi risolvibili con semplici interventi tecnici: dal doppino del telefono difettoso alla momentanea saturazione della rete, da guasti alla centrale telefonica a problemi legati al modem di casa
  2. Se il gestore non riesce a risolvere la difficoltà (ad esempio perché il problema è di natura strutturale come una rete vecchia che richiederebbe investimenti). In questo caso la via maestra è quello del cosiddetto Caring, ovvero uno sconto in bolletta, la cui entità varia da gestore a gestore, e dal tipo di servizio offerto. In altre parole non c’è uno sconto uguale per tutti, ma deve essere di volta in volta concordato tra le parti
  3. Se non si raggiunge un accordo, l’utente può recedere dal contratto senza sborsare un euro. La delibera n. 244 dell’Autorità, infatti, esclude anche il pagamento dei costi di disattivazione che, come segnalato più volte, costituiscono una sorta di penale mascherata che assomma a diverse decine di euro.

Tra le altre penalità, è previsto anche l’indennizzo automatico per il cliente. Inutile dirlo, ma questa è la procedura più complicata. Sergio Del Grosso ci dice:

Il cliente deve comunque avviare una controversia con l’operatore con tempi inevitabilmente più lunghi. L’indennizzo immediato in bolletta può scattare solo se il tipo di disservizio subito dall’utente rientra nei casi previsti dall’Agcom per i risarcimenti automatici (delibera n. 73/11/CONS)

In alternativa ci si può rivolgere ai Corecom, i Comitati regionali per le comunicazioni, che offrono assistenza e supporto gratuito nel condurre il contenzioso.

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