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Cosa significa la strategia di Microsoft verso i browser

Microsoft svelerà un insieme a Windows 10 un nuovo browser che non si chiamerà Internet Explorer. Nel suo articolo originale, Mary Jo Foley di ZDNet ha citato fonti anonime le quali affermano che il browser sarò separato dall’esistente Internet Explorer, porterà in dote un’interfaccia utente minimalista e gestirebbe le estensioni, o add-on, come Google Chrome e Mozilla Firefox.

In seguito Neowin ha affermato che Microsoft ha modificato il suo motore di rendering Trident per browser per creare una versione più leggera utilizzata quando IE incontra un sito moderno, uno che non richiede il supporto per gli standard IE meno recenti. Nello scenario di Neowin non ci sarebbero due browser diversi: l’uso del motore snellito Trident – o la versione retrocompatibile esistente – sarà automatico e invisibile per l’utente. Ecco ciò che in fase di pubblicazione sarebbe dunque Internet Explorer 12.

Nel frattempo Foley ha detto che il nuovo browser – avente nome in codice “Spartan” – sarà incluso in Windows 10, forse come predefinito, ma sarà anche accompagnato da un Internet Explorer 11 rinnovato. Quest’ultimo sarà a disposizione di coloro che hanno bisogno di compatibilità con i siti web più anziani e, soprattutto, con le applicazioni Web più anziane.

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Un nome diverso da Internet Explorer per il nuovo browser non sarebbe una sorpresa: mel mese di agosto Microsoft ha fatto capire che pensava proprio questo. “La discussione che ricordo di avere visto era molto recente, soltanto poche settimane fa. Chissà cosa riserva il futuro?” ha detto Jonathan Sampson di Microsoft in una sessione “Ask Me Anything” di Reddit, rispondendo ad una domanda su un presunto cambio di nome per allontanare il browser dalla persistente percezione negativa.

Alla fine, potrebbe non importare Microsoft divide il browser in due applicazioni separate o semplicemente divide il motore Trident. Il risultato sarebbe lo stesso: Un browser/motore che va avanti, un altro browser/motore che rimane statico come opzione soprattutto per le imprese e i clienti che più richiedono la compatibilità con i siti più anziani – soprattutto i propri domini intranet – e applicazioni web anziane utilizzate dai propri dipendenti.

A che serve dunque la strategia di Microsoft? Per avere un nuovo inizio nel mondo dei browser, e lasciare il supporto ingombrante richiesto da IE. Il browser/motore del futuro sarà aggressivamente aggiornato – così come tutto Windows – mentre il browser/motore del passato rimarrà e non sarà significativamente migliorato.

Se questa è l’idea, il brusco annuncio di Microsoft nel mese di agosto che costringeva gli utenti ad aggiornare a Internet Explorer 11 ha più senso col senno di poi. Poi, Microsoft ha detto ai clienti che dopo il 12 gennaio 2016, soltanto Internet Explorer 11 sarà supportato con aggiornamenti di sicurezza in Windows 7 e Windows 8.1.

Spingere gli utenti verso IE11 potrebbe quindi essere visto come il primo passo annunciato – necessario nel 2014 per dare ai clienti, in particolare alle aziende conservatrici, il tempo di risistemarsi – in un più ampio piano per togliere l’enfasi da quella versione e vedere Microsoft pronta a svelare e aggressivamente promuovere un nuovo browser, o almeno un nuovo motore per il suo browser.

Secondo Net Applications, Internet Explorer 11 ha rappresentato il 43% di tutte le versioni di Internet Explorer eseguite nel mese di novembre, il che lo rende l’edizione più utilizzata.

Consolidando gli utenti su Internet Explorer 11, Microsoft non solo riduce le proprie spese di supporto – un minor numero di versioni di IE da sostenere – ma prepara i clienti per un futuro dove solo Internet Explorer 11 avrà la retrocompatibilità necessaria per le imprese.

Altre promesse fatte Microsoft nel mese di agosto tornano a quella speculazione, in quanto ha promesso che lo strumento di supporto legacy introdotto nel mese di aprile, la “Modalità Enterprise per Internet Explorer 11,” dovrebbe essere mantenuto, migliorato e supportato in Windows 7 fino alla sua data di pensionamento fissata per il 14 gennaio 2020.

Continuando a mantenere la modalità Enterprise per Internet Explorer 11, Microsoft sarebbe in grado di dire alle aziende di standardizzarsi su quel browser, se avevano bisogno di sostenere siti web e applicazioni legacy. Altri sarebbero in grado di passare al nuovo browser – se la Foley ha ragione – o di utilizzare il nuovo motore Trident più leggero, se Neowin ha ragione.

Un browser nuovo di zecca, invece, darebbe a Microsoft un vantaggio rispetto all’offrire due motori di rendering all’interno di un browser che mantiene il nome Internet Explorer.

Storicamente, Microsoft ha sostenuto una versione di Internet Explorer fino alla fine del supporto per l’edizione di Windows su cui gira. Nonostante questa politica sia ormai a brandelli a causa della scadenza di gennaio 2016 – il sostegno di Internet Explorer 10 su Windows 7 è stato tagliato di sette anni con quella decisione – un nuovo separato browser come Foley ha delineato avrebbe reso le mosse di Microsoft ancora più radicali.

Altri browser, come Chrome e Firefox, vengono aggiornati solo nelle loro ultime versioni. Poichè Google e Mozilla aggiornano i loro browser ogni sei-otto settimane, gli utenti devono tenere il passo o rischiare di eseguire un’applicazione vulnerabile.

Microsoft consiglia di seguire le loro orme: In realtà, la FAQ dedicata alla scadenza di gennaio 2016 sottolinea le pratiche dei rivali come motivo di tali modifiche. “Concentrarsi sul supporto sulla più recente versione di Internet Explorer per un sistema operativo Windows supportato è in linea con gli standard di settore”, si legge nella FAQ.

Un browser con un nuovo nome permetterebbe a Microsoft di cambiare la sua politica di sostegno per tale applicazione per allinearsi con Chrome e Firefox. In altre parole, se Microsoft rilasciasse un browser chiamato “Spartan”, potrebbe dire ai clienti che hanno bisogno di eseguire l’ultimo aggiornamento per ricevere le patch, quindi aggiornare il browser ogni poche settimane. (Nel 2014, Microsoft aggiorna IE ogni mese).

Per coloro che non possono tenere il passo, Microsoft potrebbe puntare verso IE11 e la sua modalità Enterprise, che dovrebbe presumibilmente essere fornita con gli aggiornamenti, come al solito. I clienti non dovrebbero lanciare solo l’ultimo aggiornamento di IE11 per ricevere ulteriori correzioni.

Questo tipo di divisione dei browser – Spartan (o qualsiasi altro nome) da un lato, IE11 dall’altro – farebbe capire come Microsoft gestirà Windows 10: I consumatori riceveranno aggiornamenti automatici del sistema operativo, probabilmente mensilmente, invece di aggiornamenti occasionali, mentre le imprese saranno in grado di optare per tempi più lenti.

Maggiori informazioni in merito alla scadenza di Microsoft del 12 gennaio 2016, termine ultimo per l’aggiornamento al più recente browser per ogni versione di Windows, sono disponibili sul sito web della società.

Microsoft ha in programma una conferenza stampa per gli analisti il 21 gennaio a Redmond, dove presenterà la prossima versione della preview di Windows 10. Tale versione si concentrerà sulle caratteristiche per gli utenti, e potranno includere il nuovo browser o il nuovo motore di rendering.

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