Gossip e frivolezze

Dell e i partner dell’orrore: abusi e veleno per gli operai cinesi

Disumana e sfruttatrice: Foxconn, è ormai da tempo finita nell’occhio del ciclone per i trattamenti atroci riservati ai suoi operai. E nella polemica, essendo questa parte attiva nel rifornimento di Apple, non ha potuto che trascinarci anche il colosso di Cupertino.

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Ma a quanto pare, nella lista nera c’è ora un nuovo arrivato. Si tratta del colosso statunitense Dell, il celebre produttore di componentistica hardware che stando a quanto rivelato da una recente indagine, si renderebbe anch’esso colpevole di collaborare con fabbriche cinesi disumane e tossiche.

Le prove, diffuse in rete, mettono in luce le condizioni di lavoro a cui sono costretti gli operai che collaborano per Dell: turni di lavoro massacranti, per sei o sette giorni a settimana, retribuiti con una paga che non va mai oltre i 489 dollari statunitensi. Ma c’è di più.

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L’indagine, che ha inviato diversi infiltrati nelle sedi taiwanesi delle fabbriche incriminate (tra cui spiccano Mingshuo Computers, Hipro Electronics, Taida Electronics e Micro-Star International), hanno ripreso anche giovanissimi impegnati nelle catene di produzione.

Ragazzi, adulti e anziani: tutti uniti dal fattore lavoro, e da un comune denominatore che li costringe al contatto con fumi tossici e prodotti chimici estremamente pericolosi. Non a caso, i lavoratori di queste fabbriche dell’orrore si ritrovano spesso a dover fare i conti con le escoriazioni alla pelle causate dal contatto con sostanze ben poco raccomandabili.

Alla luce di ciò, resta il dubbio in merito a come Dell deciderà di comportarsi: sminuirà o affronterà il problema?

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