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A Facebook i futuri padri avranno 4 mesi di congedo pagato

Quello che è buono per Mark Zuckerberg è buono anche per tutti i dipendenti di Facebook. L’azienda sta estendendo la sua politica di congedo parentale pagato a 4 mesi per i futuri padri dipendenti dell’azienda di tutto il mondo, ha detto questa settimana Lori Matloff Goler, responsabile delle risorse umane della società, tramite un post su Facebook che ad oggi ha ricevuto oltre 2000 ‘mi piace’.

Il cambiamento comporterà un congedo parentale pagato per lo più per i padri e per le coppie dello stesso sesso al di fuori degli Stati Uniti. “E’ la cosa giusta da fare per il nostro popolo e per le loro famiglie”, ha scritto nel post su Facebook Lori Goler.

L’estensione dei benefici arriva una settimana dopo che Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, ha detto che si prenderà un po’ di tempo per sè quando sua moglie darà alla luce il loro bambino: prenderà infatti due mesi di congedo retribuito su un massimo di quattro mesi. “Gli studi dimostrano che quando entrambi i genitori lavorano, prendere del tempo per stare con i neonati porta a risultati migliori per i bambini e per le famiglie”, ha scritto in un post su Facebook Mark Zuckerberg.

La decisione di Facebook si allinea quindi a quelle prese da altri giganti della tecnologia come Amazon, Netflix e Microsoft che hanno esteso anch’esse il congedo parentale di quest’anno. In tal modo, si confermerebbe la percezione che la cultura del posto di lavoro nelle aziende di tecnologia è incompatibile con la vita familiare e personale.

L’annuncio di Mark Zuckerberg fu salutato la scorsa settimana come un messaggio forte: per i padri fa bene prendersi tempo dal lavoro per stare con la propria famiglia. Lui e sua moglie, Priscilla Chan, hanno annunciato in luglio che aspettano il loro primo figlio.

Attualmente, solo i dipendenti di Facebook negli Stati Uniti avevano diritto a quattro mesi pagati di congedo parentale. I nuovi vantaggi si applicheranno dal 1 Gennaio 2016 a tutti i lavoratori maschi che sono stati impiegati a tempo pieno nel 2015. (Fonte)

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