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Facebook accessibile tramite la rete anonima Tor

Facebook ha reso più facile l’accesso al social network attraverso più livelli di crittografia e senza rivelare la vostra vera posizione, consentendo l’accesso diretto come hidden service tramite il browser incentrato sull’anonimato Tor.

Tor a volte si scontra con i meccanismi di sicurezza di siti – come appunto quelli di Facebook, ma anche di siti bancari – che i suoi utenti cercano di visitare. Poiché rimbalza il traffico di navigazione tra un certo numero di nodi, in modo da oscurare la posizione attuale dell’utente, a volte può utilizzare le stesse caratteristiche e tecniche che gli hacker utilizzano per nascondere la loro identità.

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Lavorando con il team di Tor, tra cui l’avvocato Runa Sandvik e Steven Murdoch – lo sviluppatore che ha originato il Browser Tor – Facebook ha risolto il problema con la creazione di un indirizzo .onion per accedere al social network. Questi indirizzi possono essere raggiunti solo attraverso la rete di Tor, e sono spesso utilizzati per i servizi anonimi, detti “deep web“.

Queste le parole dell’ingegnere di Facebook Alec Muffett lo scorso Venerdì:

L’idea è che l’indirizzo .onion di Facebook si collega all’infrastruttura principale di Facebook e riflette il vantaggio di accedere a Facebook in questo modo: fornisce la comunicazione end-to-end dal browser direttamente ad un data center di Facebook.

Muffett ha anche spiegato che Facebook ora fornisce un certificato di sicurezza SSL che cita il suo indirizzo .onion: “L’emissione di un certificato SSL per un’implementazione Tor è – nel mondo Tor – una nuova soluzione per attribuire la proprietà di un indirizzo .onion; altre soluzioni per l’attribuzione sono mature, ma crediamo che questa fornisca un adeguato punto di partenza per tale soluzione”. L’indirizzo .onion non fornisce l’accesso al sito mobile ottimizzato di Facebook, tra l’altro.

Un sacco di utenti Tor sono persone con a cuore la privacy che non avrebbero toccato Facebook nemmeno da lontano, ma i problemi con l’accesso a tali servizi sono un ostacolo per una più ampia adozione di Tor, e anche per il suo utilizzo giornaliero.

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Questa è una buona mossa per chi vuole concedersi un po’più di privacy (e un po’meno velocità) usando il web, anche se Tor non è del tutto a prova di proiettile. Inoltre, Facebook ha ancora la politica dei nomi veri, e quindi in pura linea teorica secondo i suoi termini e condizioni per l’utilizzo non sarebbe concesso accedervi per via anonima.

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