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Facebook bloccato in Armenia durante disordini nella capitale Yerevan

Facebook sembrava essere stato bloccato per un periodo in Armenia la scorsa domenica, secondo ciò che gente del posto ha pubblicato su Twitter. Solo un giorno dopo che Twitter è stato oscurato in Turchia durante il tentativo di colpo di stato andato a vuoto, i social network sembravano di nuovo diventare un bersaglio durante i disordini nella capitale dell’Armenia Yerevan. Facebook è stato contattato per un commento.

Il servizio di sicurezza armena ha detto che alcuni uomini armati avevano preso d’assalto una sede della polizia a Yerevan Domenica ed avevano con sè degli ostaggi, secondo la Reuters. Il gruppo ha chiesto il rilascio di Jirair Sefilian, che è stato arrestato nel mese di giugno. Sefilian è un attivista dell’opposizione e critico del presidente armeno Serzh Sargsyan.

Il servizio di sicurezza ha anche accusato “i sostenitori dei sequestratori ‘di diffondere voci false su Internet secondo cui era in corso una rivolta armata contro il governo”. Un portavoce del gruppo ha chiesto la liberazione di tutti i prigionieri politici, e ha invitato gli armeni a scendere in piazza per costringere il governo a dimettersi.

All’inizio di domenica scorsa, giornalisti e persone comuni in Armenia hanno usato Twitter per confermare che Facebook era stato bloccato per un periodo di tempo durante la sommossa.

facebook bloccato armenia tweet-yerevan

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Altre perosne hanno invece condiviso tweet che affermavano che Facebook stava funzionando bene, e infine che il collegamento era stato poi ripristinato.

L’Armenia condivide il suo confine occidentale con la Turchia, sua rivale storica. Una volta parte dell’ex Unione Sovietica, il paese è diventato indipendente nel 1991. (Fonte)

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2 comments
  1. Carlo Coppola

    sono a #Yerevan, nel Centro Città: qui non in ‪#‎Armenia‬ e in particolare a ‪#‎Yerevan‬ non si è mai bloccato ‪#‎Facebook‬ e neppure ‪#‎Twitter‬ non sono in corso scontri di piazza. L’ORDINE PUBBLICO E’ PRESENTEMENTE NORMALE. Sostenere il contrario significa fare un danno all’economia di uno stato il cui turismo è già provato da una assurda guerra che avviene a varie centinaia di chilometri dalle rotte turistiche. Suggerisco la lettura di un mio articolo in merito supportato da varie fotografie: http://centrostudihrandnazariantz.blogspot.am/2016/07/a-chi-giova-parlare-di-disordini-yerevan.html

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