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Facebook vuole investire in Xiaomi?

Mark Zuckerberg e il CEO di Xiaomi Lei June hanno discusso insieme un potenziale investimento da parte di Facebook nel produttore di smartphone più importante della Cina dopo gli 1,1 miliardi dollari di raccolta fondi il mese scorso, ma l’affare non si è mai materializzato, secondo quanto detto a Reuters da diverse persone con conoscenza della materia.

Le discussioni, avvenute in una cena privata quando Zuckerberg ha visitato Pechino nel mese di ottobre, non sono mai state formalizzate. I due amministratori delegati hanno pesato le implicazioni politiche e commerciali di Facebook – che è vietato in Cina dal 2009 – per l’acquisto della stella della tecnologia cinese, ora valutata 40-45 miliardi di dollari.

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Una persona con conoscenza diretta della raccolta fondi di Xiaomi ha detto che l’investimento di Facebook “non era enorme”, ma i colloqui hanno sottolineato come i legami tra Stati Uniti e le aziende cinesi siano rafforzati vista anche la maturazione dell’industria tecnologica cinese.

Un investimento in Xiaomi da parte di Facebook avrebbe sollevato il profilo internazionale dell’azienda cinese, soprannominata “Apple della Cina” dai suoi fan, e l’avrebbe collegato al social network che adesso ha oltre 1,3 miliardi di utenti.

Facebook, da parte sua, da tempo nutriva ambizioni di espandersi nel paese più popoloso del mondo, potenzialmente con qualche partner. Facebook e Xiaomi hanno iniziato a discutere di un possibile investimento verso la metà del 2014.

Lei June, capo di Xiaomi, è stato in parte messo fuori dalla possibilità di ricadute politiche in patria per le vendite di quote a Facebook, mentre il social network statunitense è ancora vietato in Cina. Xiaomi teme anche che una collaborazione con Facebook potrebbe minacciare il suo rapporto con Google, un partner commerciale fondamentale: i telefoni di Xiaomi si basano infatti sul sistema operativo Android di Google.

Xiaomi infine ha annunciato il mese scorso di aver raccolto 1,1 miliardi di dollari da parte degli investitori, tra cui la All Stars Investments di Hong Kong, la DST Global (società di private equity che ha investito in Facebook e Alibaba Group), il fondo sovrano di Singapore GIC, il fondo cinese Hopu Management e la Yunfeng Capital del fondatore di Alibaba Jack Ma. La raccolta fondi ha portato la valutazione di Xiaomi a 45 miliardi di dollari appena tre anni dopo aver venduto il suo primo smartphone. La società ha registrato un fatturato di quasi 12 miliardi di dollari nel 2014.

Zuckerberg vede la Cina come un pezzo fondamentale della sua visione per collegare la popolazione globale. Ma, come Google e Twitter, il gigante del social networking è stato bloccato dalla censura di Internet cinesa, a causa di presunte preoccupazioni per la sicurezza nazionale. “Facebook vuole entrare in Cina, e Xiaomi è desiderosa di espandersi all’estero: entrambi riconoscono quuindi l’importanza di lavorare insieme”, ha detto uno dei beninformati, nessuno dei quali ha voluto essere nominato a causa della delicatezza dell’argomento. Xiaomi e Facebook hanno rifiutato di commentare.

I due amministratori delegati si erano già conosciuti in precedenza ed avevano approfondito il loro rapporto lo scorso anno. Nel mese di ottobre, Zuckerberg è stato invitato a cena a Pechino a casa di Lei assieme al dirigente di Facebook John Lagerling e Vaughan Smith.

Il giorno dopo, Zuckerberg, la cui moglie è cinese-americana, ha affrontato la prestigiosa Tsinghua University e ha fatto scalpore per aver parlato in cinese mandarino durante i 30 minuti di una sessione Q & A (video).

Mentre Xiaomi ha visto il grosso finanziamento dello scorso anno, Iconiq Capital, un fondo di San Francisco che gestisce la ricchezza personale diversi individui, tra cui quella di Zuckerberg, ha considerato anche l’acquisto di azioni, ma alla fine non ha fatto niente di tutto ciò: i discorsi di Iconiq e il suo partecipare al finanziamento di Xiaomi non erano guidati da Zuckerberg stesso. Iconiq ha rifiutato di commentare.

Xiaomi è il più grande produttore di smartphone cinese, e secondo alcuni analisti del settore ha davanti solo Samsung e Apple in termini di quota di mercato globale. Una partnership strategica con Xiaomi darebbe a Facebook un altra strada per distribuire le sue applicazioni e potenzialmente avere un potente alleato nel suo tentativo di rovesciare il divieto della Cina. Per Xiaomi, l’accesso alle grandi banche dati utente di Facebook sarebbe utile per cercare di crescere in una società internet globale che fornisce servizi online completi.

Ma Lei ha pensato che sarebbe stato “troppo sensibile” vendere un pacchetto azionario a Facebook dato il suo status politico incerto in Cina, ha detto una delle persone con conoscenza della materia. Il capo della censura internet in Cina, Lu Wei, ha avvertito che i social media, in particolare i servizi stranieri, potrebbero essere una forza destabilizzante per la società cinese. Tuttavia egli ha visitato il quartier generale americano di Facebook il mese scorso, spingendo la speculazione che le relazioni tra il governo cinese e Facebook vanno via via a migliorare.

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