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Facebook contro la privacy dell’Unione europea, atto secondo

Facebook ha ammesso di aver tracciato gli utenti che non dispongono di un account sul social network, ma dice che il monitoraggio è accaduto a causa di un bug ora risolto. Il social network ha contestato un rapporto commissionato dalle autorità di protezione dei dati del Belgio, che ha scoperto Facebook violare le leggi europee sulla privacy dei dati, affermando che il rapporto “si sbaglia più volte sul modo in cui Facebook utilizza le informazioni”.

“I ricercatori hanno trovato un bug che potrebbe aver inviato i cookie ad alcune persone quando non erano su Facebook. Non era nostra intenzione, ed una correzione per questo problema è già in corso”, ha scritto Richard Allan, dirigente di Facebook.

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Allan ha elencato e risposto ad otto affermazioni della relazione scritta dai ricercatori del Centro di Diritto Interdisciplinare e ICT (ICRI) e del dipartimento di sicurezza informatica e crittografia industriale (Cosic) presso l’Università di Lovanio, e dal dipartimento di informazione, telecomunicazioni e media della Vrije Universiteit di Bruxelles.

Alcune delle risposte elencate da Facebook non sono presenti rapporto, tra cui una che afferma che “non c’è modo di eliminare gli annunci”. La relazione afferma chiaramente che “gli utenti possono scegliere di non apparire nei cosiddetti Social Ads”. “L’Ultimo comunicato stampa di Facebook attribuisce dichiarazioni che semplicemente non abbiamo fatto”, hanno detto gli autori dello studio Brendan Van Alsenoy e Günes Acar da Cosic.

Cookies, tracking e impressioni

Facebook ha anche contestato alcuni dei termini che gli autori del rapporto hanno utilizzato, come la loro definizione di “tracking“. “Facebook riceve impressioni web quando la gente visita i siti con i plugin o altre integrazioni. Gli autori erroneamente lo chiamano ‘tracking'”, ha detto Allan. “A differenza di molte aziende, spieghiamo come useremo queste informazioni e come le controlliamo”.

Allan ha scritto anche che Facebook è trasparente sull’uso dei cookie per la sicurezza, personalizzazione e annunci. “I Cookie ci dicono quando le persone si registrano su Facebook. Ecco il motivo per cui non è necessario inserire il proprio nome e la password ogni volta che si accede al sito, e così possiamo avvisarvi nel caso in cui qualcuno stia cercando di accedere fingendo di essere voi da un computer sconosciuto “, ha detto Allan.

Ma ha rafforzato anche il concetto che “Facebook è offerto gratuitamente, e lo facciamo mostrando annunci che riteniamo rilevanti per gli interessi della gente”, che è anche il metodo di finanziamento utilizzato per supportare molti altri servizi, tra cui quelli di Google, Microsoft, e Yahoo.

La commissione della Privacy belga dovrebbe decidere se agire o meno il 29 aprile. Facebook è sempre più sotto pressione al di fuori dell’Irlanda, dove la società ha sede ed è regolamentata dall’autorità di protezione dei dati irlandese. Una task force di studiosi in fatto di privacy provenienti da Belgio, Francia, Spagna e Italia è stata istituita per esaminare la privacy di Facebook, mentre i fiamminghi, olandesi e parlamentari europei hanno anche richiesto di osservare più da vicino l’azienda.

“Abbiamo volutamente scelto di aprire i nostri risultati ad un controllo pubblico in modo che chiunque possa controllare le nostre fonti e metodologie. Le persone interessate possono vedere come Facebook ha risposto alla nostra relazione con il suo contenuto effettivo. Rimaniamo ancora aperti a commenti e suggerimenti supplementari, anche da parte di Facebook, in relazione ai nostri risultati effettivi”, hanno detto gli autori del rapporto.

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