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Facebook obbligato a consentire pseudonimi in Germania

Facebook non può impedire ai suoi utenti di utilizzare nomi falsi, secondo quanto il garante della privacy tedesco ha detto martedì, nell’ultima battuta d’arresto per la privacy per la società statunitense in Europa. L’autorità per la protezione dei dati di Amburgo, responsabile di Facebook in Germania, ha detto che il social network non può modificare unilateralmente i nomi utente scelti dagli utenti, né può chiedere la loro identità ufficiale.

L’ordine tedesco arriva dopo che il garante della privacy belga ha portato Facebook in tribunale nel mese di giugno per il modo in cui traccia le attività dei suoi utenti. Le due autorità stanno lavorando con i loro omologhi spagnoli, olandesi e francesi per indagare sulla nuova politica sulla privacy di Facebook. Una donna ha esposto una lamentela al garante della privacy di Amburgo dopo che Facebook ha bloccato il suo account per l’utilizzo di uno pseudonimo, richiedendo una copia della sua carta di identità e unilateralmente cambiando il suo nome utente nel suo vero nome.

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L’autorità per la protezione dei dati di Amburgo ha detto che la donna non voleva usare il suo vero nome per evitare di essere contattata per questioni di lavoro. Costringere gli utenti a rispettare i loro veri nomi viola i loro diritti alla privacy, ha detto. Facebook ha detto che è deluso per l’ordine e che le corti tedesche l’avevano valutato in molte occasioni ritenendolo compatibile con il diritto comunitario.

“L’uso di nomi autentici su Facebook protegge la privacy e la sicurezza, garantendo che la gente sappia cosa sta condividendo e con chi sta parlando”, ha detto un portavoce della società. Facebook ha sostenuto che dato che la sua sede europea è in Irlanda, deve rispettare solo la legge irlandese in Europa, e di conseguenza ha respinto la competenza di altre autorità nazionali.

In un’indagine preliminare del dicembre 2011, il garante della privacy irlandese ha concluso che la politica sul vero nome di Facebook non ha violato la legge irlandese e le sue ragioni sono valide, come la sicurezza dei bambini e la prevenzione delle molestie on-line. Tuttavia Johannes Caspar, il commissario di Amburgo per la protezione dei dati, ha respinto la tesi che Facebook dovrebbe essere solo soggetto alle leggi irlandesi sulla protezione dei dati.

“Del resto Facebook non può ancora sostenere che sarebbe applicabile solo la legge irlandese per la protezione dei dati … chi si trova sul nostro terreno deve anche fare il nostro gioco”, ha detto. (Fonte)

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