FacebookGossip e frivolezze

Facebook si scusa per gli esperimenti psicologici sugli utenti

Sheryl Sandberg, dirigente di Facebook, ha chiesto scusa per lo svolgimento delle prove psicologiche segrete su quasi 700.000 utenti effettuate nel 2012, che hanno suscitato indignazione da parte di utenti ed esperti.

L’esperimento, rivelato da un articolo scientifico pubblicato nel numero di marzo del Proceedings of National Academy of Sciences, nascose ‘una piccola percentuale’ di parole emozionali dai feed degli utenti a loro insaputa, per provare che effetto aveva sugli stati o sui like che poi inviavano.

Leggi l’articolo originale: Facebook ci ha studiato senza dircelo

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“Questo esperimento era come quelli che le società di ricerca fanno per testare prodotti differenti, ma è stato mal comunicato”, ha detto Sandberg, chief operating officer di Facebook a New Delhi. “E per questa mancanza di comunicazione ci scusiamo. Non abbiamo mai pensato che avremmo fatto arrabbiare i nostri utenti”. La dichiarazione di Sandberg, vice amministratore delegato di Mark Zuckerberg, è un notevole passo indietro rispetto a ciò che dichiarò lo scorso 1° luglio, quando affermò che l’esperimento era valido secondo i termini di servizio di Facebook.

Le prove segrete significano che l’azienda sta affrontando una richiesta dal commissario sull’informazione del Regno Unito, mentre gli editori della carta stampata hanno detto che indagheranno su una possibile violazione etica. I test psicologici effettuati su soggetti umani devono avere il ‘consenso informato’ da parte dei partecipanti – ma i ricercatori indipendenti e Facebook sono in disaccordo sulla questione se i suoi termini di servizio coprono implicitamente tale uso.

Il primo commento pubblico di Facebook sugli esperimenti è arrivato quando il social network ha tentato di corteggiare gli inserzionisti indiani come parte dei suoi sforzi per adeguare le inserzioni degli utenti al di fuori degli Stati Uniti.

Lo scopo dello studio sponsorizzato dal governo era di vedere se le parole positive o negative nei messaggi porterebbero ad un contenuto positivo o negativo negli aggiornamenti di stato. I ricercatori dell’azienda hanno deciso dopo aver sbirciato il contenuto dei news feed degli utenti che c’è stato del contagio emotivo attraverso il social network, attraverso il quale le persone che hanno visto un’emozione espressa l’hanno ripetuta in modo simile. “Prendiamo molto sul serio la privacy e la sicurezza su Facebook perché questo è qualcosa che permette alle persone di condividere opinioni ed emozioni”, ha detto Sandberg.

L’ente a protezione dei dati del Regno Unito, l’Information Commissioner Office (ICO), sta studiando l’esperimento per determinare se Facebook ha violato la legge del Regno Unito. Il social network ha anche affrontato le critiche da parte di commentatori e ricercatori, secondo i quali l’esperimento non è stato spiegato agli utenti e quindi è stato eseguito senza il loro permesso, con qualche riferimento ad esso come ‘inquietante’, ‘malefico’, ‘terribile’ e ‘super inquietante’.

Facebook poi ha aggiunto un nuovo punto sui suoi termini e condizioni per l’uso, quattro mesi dopo che l’esperimento ha avuto luogo.

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