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Perchè Facebook è in trattativa con le etichette musicali?

Facebook è in trattativa con le principali etichette discografiche, un segno che potrebbe essere sul punto di entrare nel business della musica in streaming, dice The Verge. La notizia arriva appena due giorni dopo che Apple ha lanciato il proprio servizio di streaming, Apple Music.

Secondo fonti multiple che hanno parlato a The Verge, il social network è in trattative con Sony Music Entertainment, Universal Music Group e Warner Music Group per “entrare nella musica“. Facebook prevede di fare qualcosa di “unico” che può avere a che fare con i video. Tuttavia, ci sono pochi altri dettagli e tutto è ancora in fase di definizione.

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Questo è un grosso affare. Facebook sta attualmente mostrando un interesse senza precedenti sui contenuti professionali creati sulla sua piattaforma. Il segno più evidente finora è la crescita esplosiva di video su Facebook: sul sito ora si vedono più di 4 miliardi di video al giorno, rispetto a 1 miliardo nel settembre 2014. E ora Facebook è in procinto di iniziare a offrire ai creatori di contenuti una quota dei ricavi dagli annunci, un chiaro segno di voler tentarli più che YouTube, che è stato a lungo il re dei contenuti video su internet.

Facebook vuole dare ai suoi utenti sempre meno ragioni per andare su altri siti web. Il dilagare della sua offerta video significa che gli utenti rimarranno sul sito per vederli, piuttosto che dover andare su Youtube. Sta anche sperimentando di ospitare articoli di notizie da partner selezionati direttamente sulla sua piattaforma: ancora una volta è una mossa per ridurre la necessità per gli utenti di lasciare Facebook.

La musica, quindi, è il prossimo passo logico. Secondo uno studio, le persone ascoltano una media di quattro ore di musica al giorno. Anche se questo dato sembra un po’ alto, c’è ovviamente ancora una grande opportunità per raggiungere gli utenti in una zona in cui il social network non è mai entrata.

“Facebook Music” (casomai diventerà realtà) non sarà privo di sfide. Lo spazio della musica on-demand in streaming è più attivo che mai, con i nuovi arrivati come Apple Music e Tidal di Jay Z in lotta contro Spotify. Ma la portata senza precedenti di Facebook (1440 milioni di utenti mensili attivi secondo le ultime stime) non esclude che potrebbe ritagliarsi uno spazio significativo.

Naturalmente c’è un’altra interpretazione. Un rapporto precedente ha detto che Facebook era in trattative con “almeno una” major, anche se per un motivo diverso, ossia per consentire alla musica di essere utilizzara nei video sul sito. In questo momento, i video caricati su Facebook da persone comuni spesso contengono frammenti di canzoni protette da copyright, che vengono contrassegnati automaticamente e cancellati perché il social network non ha i diritti.

Al contrario, i video di YouTube possono contenere frammenti di canzoni protette da copyright (entro limiti ragionevoli), perché il gigante dei video di proprietà di Google ha raggiunto un accordo con le etichette per condividere gli introiti pubblicitari con i video che contengono la loro musica. C’è voluto molto tempo per YouTube per arrivare a questo: a un certo punto è stato anche citato in giudizio per 1 miliardo di dollari dal titolare dei diritti Viacom sui contenuti protetti da copyright che appaiono sulla sua piattaforma, portandolo ad una battaglia legale di sette anni che è stata finalmente risolta nel 2014.

Al fine di evitare cause simili, Facebook attualmente cancella tali contenuti in violazione dei diritti. Ma così facendo, pone restrizioni sul tipo di video che vengono caricati, che non esistono su YouTube – automaticamente rende Youtube una piattaforma più attraente per i creatori di contenuti.

I colloqui con le case discografiche allora potrebbero essere solo per rendere il social network ancor più attraente, piuttosto che per entrare nel mondo della musica online. (Ma questo non significa che non lo farà in seguito). (Fonte)

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