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Ecco come Flash distrugge le prestazioni del browser

Il mese scorso, la scure è scesa su Adobe Flash: tre vulnerabilità non ancora scoperte sono state trapelate e sfruttate. In risposta, Mozilla Firefox ha bloccato Flash di default fino a quando Adobe non ha rilasciato una patch. Si dovrebbe sapere ormai che l’installazione di Flash equivale a un rischio per la sicurezza. Ma siete consapevoli di quanto il vostro PC può rallentare così? Dell’80%.

Come parte di una fase di test principali browser, PCWorld ha testato la loro capacità di gestire Flash. Due browser, Mozilla Firefox e Opera, non includono Flash, anche se è possibile scaricare un plugin di Adobe per attivarlo. Un terzo nuovo browser, Microsoft Edge, consente l’uso di Flash di default, anche se è possibile disattivalo manualmente. Sia Internet Explorer 11 che Chrome includono Flash, che è possibile disattivare all’interno del menu Impostazioni.

Adobe Flash è una di quelle applicazioni che proprio non sembrano voler scomparire. Non c’è apparentemente alcun motivo reale per installarlo, fino a quando non si trova uno spazio vuoto su una pagina che vi chiede di installare o aggiornare il plugin Flash. Così sospirate, scaricate (o attivate) il plugin, e tornate alla navigazione. La rimozione di Flash e di un altro rischio per la sicurezza del PC, ossia Java, è possibile, ma ci vuole un certo sforzo. E la maggior parte di noi non sono inclini a farlo, ma ecco perché si dovrebbe.

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Test nel mondo reale

Partiamo dalla premessa totalmente ingenua che Flash non rappresenti un rischio per la sicurezza. Le vulnerabilità avvengono in background, per ottenere i vostri dati, installazione di rootkit e simili. Ma esse non influiscono sulla navigazione giorno per giorno, giusto? Forse no. Ma semplicemente utilizzare un browser con Flash installato può avere importanti conseguenze sulle prestazioni.

Il banco di prova è consistito in 30 siti web, che vanno da Amazon al New York Times. La maggior parte di essi hanno tutti i tipi di annunci e di cookie che i siti utilizzano per monitorare gli utenti, creare un profilo, e vendere cose. I test sono stati condotti con Chrome 44, Edge 12, Firefox 39, Internet Explorer 11 e Opera 31, tutte le versioni più recenti. E’ stato ignorato Safari, scusa Apple. Per Firefox e Opera, i test sono stati condotti senza Flash installato, scaricando il plugin dal sito di Adobe. Con Edge, Flash è stato attivato e disattivato usando l’apposita opzione. I test sono stati condotti con un Lenovo Yoga 12 con una CPU 2,6 GHz Intel Core i7-5600U e 8GB di RAM, usando Windows 10 Pro a 64 bit.

Misurare l’impatto della CPU e della RAM dei PC è un po’ soggettivo. Il caricamento di una pagina può richiedere pochi secondi, per una pagina di testo con pochi elementi incorporati. Pagine con video, pubblicità e simili possono aprirsi anche in un minuto.

Ogni sito è stato aperto in una nuova scheda, approssimando come un utente potrebbe aggiungere una scheda, poi un’altra, facendo in fretta per cercare di mettere sotto stress il browser lanciando una serie di elementi tutti insieme. Dopo aver caricato tutti i 30 siti e aver aspettato 30 secondi affinchè la situazione si stabilizzasse, è stato aperto il Task Manager di Windows 10 registrando il carico della CPU e della memoria di entrambe le applicazioni, nonché i processi in background.

E’ importante notare che in particolare con un PC di fascia media, la quantità di cicli di CPU che un’app usa è probabilmente ciò che provoca i rallentamenti del PC, ossia quello che frustra di più gli utenti.

Ciò che è stato scoperto è stato scioccante. Con Flash attivato, Edge ha usato 4.72 GB di memoria, succhiando l’84,1% della CPU del PC. Ma disattivando Flash, le stesse schede hanno richiesto 4.12 GB di memoria e solo il 24,5% della CPU. Quello è un 11% in meno nel consumo di memoria diviene una enorme diminuzione del 61% nel consumo di CPU.

Opera ha sorpreso con la sua efficienza, consumando solo 3,47 GB di memoria con Flash abilitato, il più basso di tutti i browser provati, usando l’81,2% della CPU. Ma senza Flash, Opera consuma solo 1,8 GB e solo il 6,6% dei nostri cicli di CPU. Le pagine sembravano caricare come i colpi di una pistola: bum, bum, bum!

Firefox? Beh, Firefox è andato meraviglia quando è stato rimosso Flash. Consumava 1,65 GB, con solo il 24,5% della CPU. Ma scaricando Flash, Firefox sembra strangolarsi su sè stesso: il browser non è salito sopra il 29,1% della CPU, ma alcune schede non rispondevano dopo il caricamento nemmeno dopo un minuto, è stato necessario controllare manualmente ogni scheda per verificare i progressi, una situazione totalmente inaccettabile.

Chrome infine ha consumato 4,23 GB di memoria e il 71,4% della CPU con Flash abilitato. Un valore piuttosto buono rispetto ai concorrenti. Flash, ovviamente, non è l’unico colpevole che impedisce di navigare in modo efficiente: Javascript, altri plugin, annunci, tutti questi insieme impediscono di vedere il contenuto che conta. Ma, come i test hanno dimostrato, Flash fa certamente una differenza enorme. (Fonte)

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