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Fornitori Apple accusati in Cina per violazioni sul lavoro

HONG KONG – Con i magazzini pieni e il suo ultimo iPhone 6 introdotto a breve, Apple si trova ad affrontare nuove accuse di violazioni dei diritti del lavoro e sicurezza sul lavoro presso un fornitore in Cina.

Le accuse coinvolgono dipendenti di una fabbrica nella città orientale cinese di Suqian che è di proprietà di Catcher Technology, una società di Taiwan, e che produce involucri metallici per iPad e per altre aziende di elettronica di consumo.

I dipendenti fanno straordinari eccessivi a lavoro e maneggiano prodotti chimici tossici, senza abbigliamento protettivo adeguato, secondo un rapporto pubblicato Giovedi da Green America, un gruppo no-profit ambientale, e da China Labor Watch, un gruppo di diritti dei lavoratori con sede a New York.

Apple, come Samsung e molte altre aziende multinazionali, ha già affrontato un controllo sulle condizioni di lavoro presso le fabbriche in Cina dove i suoi prodotti vengono realizzati. Ma le accuse dell’ultimo rapporto suggeriscono che l’azienda potrebbe aver bisogno di aumentare ulteriormente il controllo sui 200 principali fornitori globali che rappresentano il 97% dei costi dei componenti di Apple.

In una dichiarazione dello scorso giovedi, Apple ha detto che durante la sua revisione annuale dell’impianto di Suqian, a maggio, aveva “trovato alcune aree concrete di miglioramento nelle operazioni di Catcher, e abbiamo lavorato con Catcher per sviluppare un piano d’azione correttivo.”

Apple aveva programmato una seconda visita all’impianto per il mese prossimo, ma ha inviato immediatamente una squadra per indagare sulle accuse del nuovo rapporto: ciò è stato affermato da Chris Gaither, un portavoce di Apple in una dichiarazione di giovedi.

Un’indagine in borghese di China Labor Watch nello stabilimento di Suqian il mese scorso ha rilevato che le uscite di sicurezza erano bloccate e che la polvere infiammabile in lega di alluminio-magnesio e trucioli riempiva l’aria ed aveva cosparso i pavimenti di alcuni laboratori. I ricercatori hanno anche scoperto che i dipendenti erano costretti a lavorare fino a 100 ore di straordinario al mese senza ricevere i pagamenti previdenziali previsti dalla legge cinese. L’impianto realizza le cover in alluminio per il prossimo iPad e alcune componenti per l’iPhone 5.

Ai lavoratori dello stabilimento, a circa 300 km a nord ovest di Shanghai nella provincia di Jiangsu, è stato richiesto di firmare alcuni fogli che affermano che hanno completato la formazione di sicurezza, anche se non ne avevano ricevuta alcuna, secondo il rapporto.

China Labor Watch ha sollevato privatamente con Apple preoccupazioni sulle condizioni dello stabilimento Suqian nel mese di aprile 2013, dopo un’indagine sotto copertura precedente. Secondo il gruppo, Apple ha risposto al momento conducendo le proprie ispezioni, dopo di che ha ordinato a Catcher di apportare modifiche, in particolare relativamente alla sicurezza sul lavoro.

“Le violazioni di sicurezza e di salute trovate in questa fabbrica per due anni di fila sono sorprendenti”, ha detto Elizabeth O’Connell, direttore delle campagne di Green America. L’audit di Apple ha dimostrato che i sistemi per la lucidatura dell’alluminio della fabbrica hanno superato gli standard internazionali di sicurezza, mentre un’ispezione di sicurezza antincendio avvenuta la scorsa settimana ha corretto alcuni dei problemi individuati nella relazione, come lo sblocco dei corridoi e delle uscite di sicurezza.

Per quanto riguarda l’accusa di eccessivo lavoro straordinario, Chris Gaither ha detto che Catcher era dentro i limiti per il 95% a partire dalla fine di agosto, rispetto al il massimo di ore lavorative alla settimana che è 60 (imposto da Apple).

“Siamo profondamente preoccupati per le affermazioni di China Labor Watch, e prendiamo la relazione molto sul serio,” ha detto in una dichiarazione un portavoce di Catcher Technology giovedì. “Siamo impegnati per seguire il codice di condotta dei fornitori di Apple alla lettera, indagheremo a fondo su quanto successo”.

In risposta alle precedenti accuse di cattive condizioni di lavoro nelle fabbriche dei fornitori, Apple ha posto una maggiore attenzione negli ultimi anni sulla revisione della sua rete globale di fornitori. La società ha detto che l’anno scorso ha condotto 451 audit, rispetto ai 298 nel 2012, e che 173 di questi sono stati controlli per la prima volta. Apple ha detto che il mese scorso ha preso provvedimenti per vietare l’uso di sostanze chimiche dannose presso le sue 22 fabbriche di assemblaggio finale.

La Cina rimane la singola fonte più grande di Apple, ed è anche il luogo dove la maggior parte dei prodotti dell’azienda vengono assemblati. In un rapporto uscito lo scorso lunedi, gli analisti di Merrill Lynch dell’unità di Hong Kong hanno stimato che il rilascio previsto la prossima settimana di iPhone 6 potrebbe aggiungere circa l’1% al mese del tasso di crescita delle esportazioni della Cina per il resto di quest’anno. Gli analisti sono arrivati ​​a tale cifra al netto dei 10 miliardi di dollari (o giù di lì) derivanti dalla vendita dei nuovi iPhone in Cina quest’anno.

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