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I giornali spagnoli rivogliono Google News

Internet è come un delicato ecosistema della foresta pluviale: se si rimuove un componente il resto soffre e muore. Questo è accaduto in Spagna questa settimana, quando il governo ha iniziato un giro di vite su Google. Il governo spagnolo sta richiedendo alla società di pagare i fornitori di notizie spagnole ogni volta che il loro contenuto appare sul sito. In risposta, il gigante della ricerca spegnerà Google News e nessun contenuto sarà più disponibile dai principali quotidiani del paese, tra cui El Pais e La Vanguardia.

Come potete immaginare è una cattiva notizia. I giornali hanno a lungo sostenuto che possono sopravvivere nell’era di Internet senza un sostegno esterno, ma si sono resi conto che è un’idea totalmente sbagliata. Dato che la stragrande maggioranza del traffico delle notizie arriva dalla ricerca – tutto restituisce informazioni provenienti da Google News – possiamo solo immaginare quanti giornali spagnoli dipendano da Google per la loro portata e numero dei visitatori.

Secondo The Spain Report, l’Associazione degli Editori spagnola sta adesso implorando pietà.

L’associazione di editori spagnola (AEDE) ha emesso un comunicato ieri sera dicendo che Google News è stato “non solo la chiusura di un altro servizio data la sua posizione dominante sul mercato”, riconoscendo che la decisione di Google “avrà senza dubbio un impatto negativo sui cittadini e sulle imprese spagnole”.

Google, da parte sua, ha spiegato la mossa in questo modo: “Questa nuova legge richiede che ogni pubblicazione spagnola faccia pagare i servizi come Google News per mostrare anche il più piccolo frammento delle loro pubblicazioni, che lo vogliano o no. Dato che Google News in sè non fa soldi (non mostriamo alcuna pubblicità sul sito) questo nuovo approccio non è semplicemente sostenibile. Quindi è con vera tristezza che il 16 dicembre (prima che la nuova legge entrerà in vigore a gennaio) verranno rimossi gli editori spagnoli da Google News, e chiuderemo Google News in Spagna“.

In breve, la lobby dei media spagnoli è stata fregata, qualcosa che accadrà ancora e ancora fino a quando le aziende e i media si renderanno conto che ci sono molti modi più efficienti per separare i visitatori dal loro spiccioli tramite micropagamenti e bitcoin. Fino ad allora, sarà divertente guardare ben intenzionati e avvocati gettare fango sui media fino a quando il tutto scorrerà via.

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