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Google lancerà Android Pay all’ I/O di maggio

Una fonte vicina alla materia ha detto ad Ars Technica che Google annuncerà una nuova API per i pagamenti che si chiamerà Android Pay alla conferenza I/O di Google che si terrà a maggio. La piattaforma permetterà i pagamenti in negozio e in-app per le app di terze parti.

Android Pay permetterà alle aziende di aggiungere un’opzione di pagamenti mobile alle loro app, dove gli utenti potranno caricare le informazioni della carta di credito o di debito, in modo che i pagamenti diventino immediati all’interno della app. Inoltre, una società che adotterà le API di Android Pay sarà in grado di consentire operazioni tap-to-pay in negozi fisici. Questa funzione si baserà su Host Card Emulation (HCE) di Google, che rende più facile per le app poter approfittare dei chip Near Field Communications (NFC) sui telefoni Android. Al contrario di Google Wallet, l’API di Android Pay sarà “costruita da zero” per gli sviluppatori di Android.

La fonte ha detto che Google non ha avuto nessuna azienda partner e che Google Wallet continuerà ad esistere come entità separata e sarà supportato da Android Pay. Cioè sarà facile, se non automatico, per un cliente poter collegare il proprio account Google Wallet ad app che eseguono Android Pay .

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Ovviamente, Google Wallet attualmente offre API di acquisto istantaneo, ciò permette agli sviluppatori Android di progettare un pulsante “Acquista con Google” nelle loro app. Non è chiaro se le API di Google Wallet saranno eliminate dopo l’entrata in scena di Android Pay. Tuttavia, il vantaggio sarebbe che i clienti non acvranno bisogno di passare attraverso Google Wallet, e i commercianti avranno una API aperta da utilizzare nelle loro app.

Google Wallet attualmente consente agli utenti di caricare qualsiasi carta di credito o di debito e la utilizza per permettere l’acquisto di una “carta virtuale” prepagata con la quale Google paga i commercianti quando un utente effettua un pagamento. Questo viene fatto per motivi di responsabilità e di business, e le relazioni suggeriscono che Google paga una piccola tassa ogni volta che un utente effettua un acquisto attraverso la sua app. Tuttavia, Google considera una piattaforma di pagamento mobile preziosa perché potrà raccogliere le informazioni degli utenti, da utilizzare per fornire annunci pubblicitari in modo più efficace.

Fin dal lancio di Apple Pay nell’ottobre 2014, le aziende sono in lizza per ottenere un boccone dello spazio dei pagamenti mobile. Apple Pay stessa ha avuto il successo, catturando più mercato di quanto Google ha fatto con il suo primo tentativo di pagamenti mobili, quando ha lanciato Google Wallet nel 2011. L’emergere di Apple Pay sulla scena ha anche dato a Google Wallet una spinta, con un 50% di aumento del numero di operazioni su Google Wallet una settimana dopo il lancio di Apple Pay.

Un commento di Apple risalente a dicembre ha suggerito che l’azienda ha sostenuto le carte di credito che rappresentano il 90% del volume transazionale negli Stati Uniti. Anche se l’adozione di Apple Pay è limitata al numero di persone con iPhone 6 e iPhone 6 Plus, le operazioni di pagamento mobile sono aumentate: una recente ricerca di Business Insider mostra che “i pagamenti effettuati tramite Apple Pay rappresentato tra lo 0,1% e l’1,6% delle operazioni totali nei cinque principali rivenditori nel mese successivo al lancio della funzione”. Potrebbe sembrare una piccola frazione, ma è un buon progresso per una piattaforma nuova nel suo primo mese di vita.

Google ha anche annunciato l’acquisto di SoftCard (ex Isis) appena due giorni fa. SoftCard fu lanciata da una coalizione di operatori di telefonia mobile dopo il lancio di Google Wallet nel 2011 con l’obiettivo di dare concorrenza a Google. Le attività che Google ha acquistato consistono in “una tecnologia eccitante e nella proprietà intellettuale”. Inoltre, Samsung ha recentemente acquistato LoopPay, un dispositivo di gestione del portafoglio virtuale che utilizza la tecnologia MST (Magnetic Secure Technology) per imitare le carte a banda magnetica.

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