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Google: entro 5 anni l’uomo non guiderà più l’auto

L’adorabile prototipo di Google di auto che si guida da sola arriverà sulle strade questa estate, come annunciato la scorsa settimana dal il gigante tecnologico. Strade reali, nel mondo reale. La vettura non ha il volante o pedali, sta al computer fare tutta la guida.

Sebbene possa sembrare una novità, non si tratta di un enorme passo in avanti tecnologico. Le piccole vetture usano lo stesso software per controllare i veicoli Lexus e Toyota, che hanno effettuato centinaia di migliaia di km in autonomia, e Google ha trascorso lo scorso anno a ottimizzare i suoi prototipi su piste di prova. E, in linea con la legge della California, ci sarà un uomo a bordo, pronto a subentrare (con sterzo, pedale dell’acceleratore e pedale del freno), se la cosa andasse in tilt.

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Le auto che guidano da sole stanno arrivando. Ma le tradizionali aziende automobilistiche stanno tirando fuori nuove caratteristiche che saranno rilasciate nel corso dei prossimi anni. Le auto già hanno caratteristiche di sicurezza attiva, come gli avvisi di frenata e di uscita di corsia automatici. Nei prossimi anni, aspettiamoci che le auto vadano da sole in strada.

“Noi la chiamiamo una rivoluzione dell’evoluzione. Faremo un passo alla volta, aggiungendo più funzionalità e utilità al sistema”, afferma Thomas Ruchatz, dirigente di Audi. L’autonomia completa “non accadrà proprio da un giorno all’altro, andando da casa a lavoro senza un volante in macchina”.

Google pensa che questo è esattamente quello che succederà. Niente di meno che un veicolo completamente autonomo, che riduce la “guida” a poco più di entrare in auto, inserire una destinazione, e godersi il viaggio. Questa tecnologia arriverà un giorno (quando arriverà quel giorno resta da vedere), completamente pronta e bella.

Negli ultimi anni, Google ha utilizzato circa due dozzine di Lexus RX450h SUV modificate in quasi un milione di miglia intorno alla Silicon Valley. Ha permesso a dipendenti pendolari selezionati di usare auto che si guidano da sole in autostrada. I veicoli hanno fatto 11 incidenti in tutto questo tempo, nessuno di loro grave, e nessuno di questi sono causati da Google. In questi giorni, la flotta sta registrando 10 mila miglia alla settimana, concentrandosi sulla guida di superficie, dove variabili come pedoni, incroci e ciclisti portano un sacco di complicazioni. Google si aspetta di avere un prodotto finito entro il 2020.

Ci sono tre aspetti negativi significativi dell’approccio di Google. In primo luogo, l’obiettivo di fornire una vettura che si guida da sola alza il livello di difficoltà. Non c’è alcun intervento umano, quindi la macchina deve essere in grado di gestire ogni situazione che incontra. Questo è quello che Google chiama “0.001% delle cose per cui abbiamo bisogno di essere preparati anche se non le abbiamo mai viste prima nel nostro mondo reale di guida”. E se i video che girano su internet ci insegnano qualcosa, è che le nostre strade sono luoghi folli. La gente salta sulle autostrade, le mucche cadono dai camion. Gli tsunami devastano e gli edifici esplodono.

Le case automobilistiche hanno a che fare con questi stessi casi limite, e l’umano non è di grande aiuto in situazioni come queste. Ma la linea temporale è diverso: le case automobilistiche riconoscono il problema, ma si muovono lentamente e con attenzione. Google prevede di avere capito tutto nel giro di pochi anni, il che rende la sfida ancora più difficile da superare.

In secondo luogo, non avrà il vantaggio di un rilascio lento per affrontare gradualmente i grandi ostacoli: non solo deve perfezionare la tecnologia, ma deve occuparsi di questioni di regolamentazione, domande di assicurazione, e domande da parte dei consumatori.

Recenti studi dimostrano l’interesse dei consumatori per veicoli autonomi, ma dire che si può volere una macchina che si guida da sola non è la stessa cosa che acquistarne una ed affidarle la vostra vita. Non è chiaro come reagirà il settore assicurativo, anche se i premi potrebbero effettivamente diminuire. Anche se le case automobilistiche facessero tutto il lavoro, Google perderebbe anni di vendite.

E in terzo luogo, Google non raccoglie i frutti di un’autonomia limitata. Non avete bisogno di una macchina che si guida il 100 per cento del tempo da sola per abbattere l’errore umano. Sistemi attivi di sicurezza attualmente sul mercato stanno già salvando vite.

Google sa tutto questo. E sa cosa fare. “Da quando abbiamo iniziato il progetto”, dice il team leader Chris Urmson, “abbiamo lavorato con lo scopo di realizzare veicoli che possono assumersi l’intero onere di guidare”. Veicoli che tolgono il fattore umano dall’equazione del tutto. (Fonte)

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