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Google: il diritto all’oblio non uscirà fuori dall’Europa

Google ha detto giovedi che non si adeguerà all’ordine del un regolatore della privacy francese di mettere in atto il “diritto all’oblio” nelle versioni non-europee del sito. In Europa, Google deve rimuovere dagli elenchi di ricerca le persone, se possono dimostrare che i collegamenti rivelano contenuti non aggiornati o diffammatori su, in base a quanto stabilito da una sentenza del tribunale dell’Unione Europea lo scorso anno.

Le versioni europee del motore di ricerca – come Google.fr e Google.it – da allora hanno tolto più di un milione di link. Ma i link ancora restano attivi su Google.com e sulle altre versioni internazionali. Permettere alla Francia di dettare le azioni di Google all’estero minaccerebbe la libertà su Internet, ha scritto Peter Fleischer di Google in un post sul blog.

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“Questo è uno sviluppo preoccupante che rischia di portare effetti agghiaccianti sul web“, ha scritto Fleischer. “Crediamo che nessun paese dovrebbe avere il potere di controllare a quale contenuto qualcuno in un altro paese può accedere”. Google ha chiesto al garante per la protezione dei dati francese, la CNIL, di ritirare la querela. L’azienda di Mountain View rischia sanzioni del governo per non averla rispettata.

Nella sua tesi contro il regolatore francese, Google ha detto che impostare un diritto globale da un paese potrebbe alla fine permettere ad altri paesi con storie di censura di portare le armi legali all’estero. “La Thailandia criminalizza i discorsi critici contro il suo Re, la Turchia criminalizza i discorsi contro Ataturk, e la Russia vieta i discorsi che si ritiengono essere ‘propaganda gay'”, ha scritto Fleischer.

Google ha anche sottolineato che circa il 97% degli utenti Internet francesi accede alla versione europea del sito. Ma la CNIL ha detto nella sua comunicazione che l’ordine di maggio 2014 dalla Corte di giustizia dell’Unione europea ha ordinato a Google di applicare il “diritto all’oblio” per tutti i suoi siti in tutto il mondo.

“Per essere efficace, questo procedimento deve essere eseguito su tutte le estensioni del motore di ricerca”, si legge. La CNIL ha detto che avrebbe dato a Google 15 giorni di tempo per conformarsi dopo l’invio di un avviso a metà giugno, dopo di che sarebbe iniziato il processo per l’imposizione di sanzioni. (Fonte)

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