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Ma alla fine Google ha fallito o no con Android One?

Era l’estate del 2014 quando Sundar Pichai, CEO di Google, pensò a come portare internet (e, soprattutto, i servizi di Google) nei paesi in via di sviluppo utilizzando il suo paese d’origine, l’India, come un trampolino di lancio prima di diffondersi in altre parti del mondo. Quel bisogno di “illuminare” le parti meno sfruttate del mondo: questo è in definitiva ciò che ha dato alla luce il progetto Android One. Nelle sue parole:

“In sostanza, l’obiettivo per Android One è quello di facilitare la diffusione di Android tra il prossimo miliardo di acquirenti di smartphone offrendo un prodotto entry-level convincente, aiutato dalle aziende locali. A sua volta, il fatto che i produttori non avranno più bisogno di preoccuparsi di componenti software o hardware significa che potranno sviluppare prodotti in modo più rapido”.

In quello stesso 2014, i telefoni Android One furono rilasciati in India, poi in Nepal, Bangladesh e Sri Lanka. I primi dispositivi lanciati furono i Micromax Canvas A1, Spice Dream UNO, Karbonn Sparkle V, Mito Impact e Cherry Mobile One. Poi i dispositivi di seconda generazione arrivarono tra luglio e agosto 2015, tra cui il Lava Pixel V1, Infinix Hot 2 ed il BQ Aquarius A4.5.

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Questi dispositivi avevano molte cose in comune. Tutti usavano chip MediaTek per mantenere i prezzi bassi, meno di 200 dollari. Tutti miravano a piacere a persone che compravano il loro primo smartphone; Google ha aiutato o gestito la progettazione, lo sviluppo, il marketing e il supporto, mentre la produzione è stata effettuata dalle aziende partners. Gli smartphone Android One eseguono il software più vicino possibile alla versione base di Android, senza alcuna modifica come di solito fanno le aziende di smartphone. Sicurezza e aggiornamenti del sistema venivano gestiti da Google in prima persona: in queste parti del mondo meno sviluppate, le aziende locali sfornano dispositivi in continuazione senza alcuna speranza di futuri aggiornamenti. Un sistema operativo Android aggiornato quindi necessitava dell’acquisto di un nuovo dispositivo, e per questo il progetto Android One si è presentato come una grazia salvifica.

Sulla carta, era tutto perfetto e ideale. Trovare un equilibrio tra software e utenti. In sintesi, gli obiettivi del progetto Android One sono far sì che un maggior numero di persone utilizzi i servizi di Google, ridurre al minimo la frammentazione Android e contribuire a portare tecnologia in parti remote del mondo ad un prezzo accessibile.

In una certa misura Google ha raggiunto alcuni di questi obiettivi, ma fino a che punto? La sfida più grande è l’esecuzione e la risoluzione di problemi che vengono fuori in seguito. Nonostante la vittoria su alcuni fronti, Google tristemente non è riuscita in alcuni altri aspetti, vediamo quali.

Cattiva distribuzione

Dopo il lancio della prima serie di dispositivi Android One, Google ha fatto alcune ipotesi sbagliate, e di conseguenza ha preso alcune decisioni sbagliate. Ha spinto solo le vendite dei dispositivi rigorosamente online, un passo sbagliato da fare nei mercati emergenti, dove le vendite online sono una specie di nuova tendenza e le persone stanno ancora imparando abituarsi ad acquistare oggetti a distanza senza vederli dal vivo. C’è un livello di fiducia che i negozi di e-commerce devono ancora raggiungere, e questo ha portato a vendite scarse, a fianco delle limitazioni legate agli acquisti online, come la necessità di una moneta non-fisica per i pagamenti.

Sembra infine che lo sforzo (soprattutto nel marketing) sia stato fortemente focalizzato sull’India, e non su altri paesi con un grosso potenziale, nonostante i dispositivi venissero rilasciati anche lì.

Diverse incongruenze

Google è stato gravemente inconsistente con Android One, con molti casi contro il piano originale. Tanto per cominciare, Google ha promesso di consegnare direttamente gli aggiornamenti agli utenti, ma poi le cose sono cambiate. Secondo la pagina di supporto di Google, Google aveva dato questa responsabilità ai produttori, gli stessi che impiegano secoli per sfornare aggiornamenti. Per esempio, dopo che l’Infinix Hot 2 è stato lanciato in Nigeria c’è voluto fino a circa metà gennaio prima che Marshmallow fosse disponible per gli utenti. Sarebbe sbagliato sostenere che i produttori non siano stati responsabili di questo ritardo, dopo tutto gli utenti di Nexus hanno ottenuto i loro aggiornamenti tempo addietro.

Un altro caso di incoerenza è il GM Plus 5 lanciato durante il MWC. Il telefono cellulare è relativamente di fascia alta con un processore Snapdragon 617, uno schermo da 5,5 pollici con risoluzione 1080p, 3GB di RAM e batteria da 3100 mAh. Si può chiamare smartphone di fascia bassa? Il prezzo di circa 300 dollari sarebbe stato troppo alto per la maggior parte dei paesi in cui questo telefono sarebbe stato lanciato. Allora come possiamo veramente definire cos’è un telefono Android One?

Un seguito povero

Google non è riuscita a lanciare altri telefoni Android One dopo i dispositivi di seconda generazione lanciati in India. Non ci sono speranze di un secondo lancio in Africa e in altre regioni presumibilmente interessate dal progetto.

Promesse non riuscite

C’è la sensazione che i dispositivi Android One non abbiano raggiunto aspettative. Anche nei paesi in cui sono stati lanciati, dispositivi con specifiche migliori, o meglio, con un miglior rapporto qualità-prezzo, hanno battuto alla grande le vendite degli smartphone Android One.

In conclusione

Il progetto Android One è in qualche modo riuscito a portare Android a milioni di utenti, ma c’è ancora molto da fare. Ci sono altri paesi che avranno un assaggio di esso, ma Google dovrebbe diffondere i suoi tentacoli e raggiungere più persone e luoghi possibile. Google potrebbe anche fare più ricerca per capire le scelte degli utenti in un paese prima di lanciare dispositivi lì. Ciò garantirà buone vendite e una maggiore ricezione, se la domanda dei consumatori verrà adeguatamente soddisfatta.

Infine, forse chiediamo troppo, ma Google non potrebbe rilasciare gli aggiornamenti per i dispositivi Android One non appena li rilascia per i dispositivi Nexus? Questo darebbe agli utenti una maggiore fiducia e garanzie migliori che questi telefoni sono i figli di Google, dopo tutto. E chi non ama gli aggiornamenti veloci?

Pensate che Android One abbia il potenziale per tornare a far bene? Fateci sapere i vostri pensieri qui sotto! (Fonte)

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