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Google permette di scrivere la vostra propria costituzione

Il 22 dicembre 1947 l’Assemblea Costituente approvò la prima costituzione italiana, che venne promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola pochi giorni dopo. Oggi i politici non avrebbero nemmeno avuto bisogno di lasciare le loro case: un nuovo progetto di Google consente a chiunque voglia dilettarsi in un’esperienza da diplomatico di stendere una bozza di una nuova costituzione in tempo reale attraverso il web.

Constitute è un archivio di tutte le costituzioni del mondo, gestito da Comparative Constitutions Project, e finanziato da Google Ideas e da Indigo Trust, un ente di beneficenza britannico che finanzia progetti di tecnologia soprattutto in Africa. Fondato nel 2013 (e riprogettato a dicembre), Constitute consente agli utenti di confrontare frasi e idee di più costituzioni, mettendo in evidenza le somiglianze tra i documenti.

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Tutte le costituzioni sono state tradotte in inglese, e parte di esse in arabo. I documenti sono completamente ricercabili: gli utenti possono scegliere da un elenco di argomenti da ricercare, ad esempio “parità a prescindere dal sesso” o il “diritto di portare armi” (uno dei preferiti degli americani), oppure cercare frasi comuni. Ad esempio, “democratic Republic founded on labour”, la prima linea della costituzione italiana, può essere trovata solo nella nostra costituzione (ricordate che ognuna di esse è tradotta in inglese).

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Al di là di ricerca e confronti, Constitute può essere utilizzato per creare in modo collaborativo nuove costituzioni, con l’aiuto di Google Docs. Un utente può selezionare una parte di una costituzione o parti di costituzioni di più paesi, e poi esportarli in un Google Doc. Come qualsiasi altro documento Google, la costituzione può essere lavorata da più persone contemporaneamente, i politici dell’Assemblea Costituente definirebbero ora le differenze sul federalismo nel corso di un Google Hangout. Questo probabilmente sarebbe stato utile quando l’Islanda ha cercò di reclutare i cittadini per le sue revisioni alla sua costituzione nel 2010, (protesta che il parlamento arrestò con vigore).

Zachary Elkins, il direttore di Constitute, ha detto a Quartz che i costituzionisti di Libia, Myanmar, Nepal hanno tutti utilizzato il sito. E’ anche uno strumento utile per coloro che semplicemente cercano di saperne di più su come i governi sono legalmente organizzati. Elkins ha detto che Constitute ha un “uso piuttosto ampio, geograficamente”. Il sito in lingua araba ha recentemente avuto un picco di utilizzo in Arabia Saudita, un paese con un nuovo re e senza costituzione.

Speriamo che con i nuovi strumenti di collaborazione, i delegati delle nuove nazioni saranno in grado di fare un discorso più pacifico sulle politiche governative rispetto a quelli che sono venuti prima di loro. O forse non cambierà nulla.

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