Mercati emergenti

Google Play Store apre agli sviluppatori cinesi

Uno dei divertimenti nella Silicon Valley è quello di indovinare quando Google si spingerà in Cina per fare affari, un mercato per lo più abbandonato nel 2010 a causa di preoccupazioni con la censura. Mercoledì scorso, la società ha annunciato un piccolo passo avanti, quando ha detto che offrirà agli sviluppatori cinesi la possibilità di vendere applicazioni mobili al di fuori della Cina attraverso il Play Store, il portale dove gli utenti di smartphone Android comprano giochi, film e altri contenuti.

L’offerta è valida solo per gli sviluppatori, il che significa che anche se gli imprenditori cinesi saranno ora in grado di vendere le loro applicazioni sul Play Store in tutto il mondo, i consumatori cinesi ancora non avranno accesso ai servizi di Google, tra cui il Play Store.

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Mentre le principali società di Internet cinesi non hanno avuto grande successo all’estero, alcuni dei suoi sviluppatori di applicazioni più piccole lo hanno avuto eccome. Per esempio Cheetah Mobile, che sviluppa software di sicurezza mobile e dice di avere oltre 10 milioni di utenti medi mensili negli Stati Uniti, si è quotato alla Borsa di New York all’inizio di quest’anno. La nuova iniziativa renderà più facile per le aziende come Cheetah fare affari all’estero.

Quando i consumatori vanno sul Play Store di Google, vedono una interfaccia in cui possono scaricare applicazioni come la popolare serie di giochi Angry Birds. Ma, come un magazziniere guida un muletto dietro ad un negozio, gli sviluppatori hanno un’interfaccia separata, la cosiddetta console per gli sviluppatori, dove possono fare cose come inviare una app, deciderne il prezzo e impostare il conto bancario su cui ricevere i soldi.

E’ questa interfaccia che Google sta portando in Cina. Google ha già attivato questo tipo di supporto agli sviluppatori in 60 paesi. Prima della Cina, gli ultimi arrivati sono stati Libano, Giordania, Oman, Pakistan, Qatar e Venezuela.

Il Play Store è disponibile in circa il doppio dei paesi che hanno il supporto per gli sviluppatori. Cosa c’è di strano nella decisione di Google per quanto riguarda la Cina è che sta estendendo il supporto agli sviluppatori, anche se i consumatori cinesi ancora non possono entrare nel Play Store – mettendo in evidenza i delicati compromessi della società con la seconda più grande economia del mondo.

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