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Google e la privacy italiana: ultimo atto

L’ultimo accordo di Google con il regolatore della privacy europeo comprende controlli a campione presso la propria sede per monitorare come il gigante di Internet rispetti l’ordine di migliorare la sua politica sulla privacy, aggiungere nuovi dettagli sulla pubblicità mirata, e rivelare per quanto tempo mantiene i dati degli utenti.

L’autorità italiana della privacy venerdì ha delineato un processo per Google per rispettare le leggi sulla privacy del Paese e per verificare l’ordine imposto alla società nel mese di luglio. Google ha tempo fino al 15 Gennaio 2016 per adeguarsi.

Un portavoce per l’autorità italiana ha detto che questa è la prima volta in Europa che Google sarà soggetto a controlli regolari per monitorare i progressi. Il regolatore otterrà aggiornamenti trimestrali da parte di Google e la possibilità di inviare un ufficiale della privacy per “controlli in loco” presso gli uffici di Google a Mountain View, California. Il regolatore non ha ancora deciso quanto spesso visiterà il campus, ha detto il portavoce.

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“Come abbiamo detto a luglio dello scorso anno, siamo impegnati pienamente con l’autorità di protezione dei dati italiana nel corso di questo processo e continueremo a farlo”, ha detto un portavoce di Google rifiutando di commentare ulteriormente.

Il nuovo accordo è l’ultimo passo in un insieme di indagini europee che ha avuto inizio nel 2012, quando Google rilasciò una singola politica per la privacy per coprire i suoi diversi servizi, tra cui Ricerca, Gmail e YouTube. La politica ha consentito al gigante di Internet di usare i dati provenienti da queste fonti multiple per costruire un profilo più completo degli utenti.

Un’indagine francese a nome di tutte le autorità di regolamentazione della privacy dell’UE inizialmente scoprì che i cambiamenti violavano il diritto europeo, in parte a causa della commistione di dati da diversi servizi. Sei paesi hanno quindi avviato indagini a livello nazionale che sono culminate nell’ordine di rispettare le leggi nazionali sulla privacy – con multe in Spagna e Francia.

Il Regno Unito ha presentato un accordo all’inizio di quest’anno per richiedere a Google di migliorare la sua politica sulla privacy ma non ha multato la società, e l’Italia la scorsa estate ha dato a Google 18 mesi per conformarsi prima di eventuali multe. Una persona vicina al dossier ha detto che la società aveva lasciato cadere il suo appello per la multa in Francia ed è in trattative su come far diventare la sua politica della privacy conforme.

“E’ molto preoccupante che Google abbia avuto bisogno di una minaccia di azioni legali prima di accettare di modificare la sua politica sulla privacy per diventare più trasparente riguardo le sue pratiche di profiling e di data mining”, ha detto Bradley Shear, un avvocato specializzato in diritto della privacy. Ha chiesto poi se Google volontariamente attuerà le stesse misure di privacy altrove. Oltre a controlli a campione, l’autorità italiana esige che Google apporti le seguenti modifiche:

1- La politica sulla privacy deve essere “chiara e facilmente accessibile” e su misura per ogni servizio specifico, come ad esempio Gmail, Google Wallet e Chrome.

2- L’avviso di privacy deve dire agli utenti come e perché Google raccoglie e conserva i loro dati, e come l’azienda costruisce profili combinando i dati su più servizi, utilizzando cookie e altri identificatori come impronte digitali.

3- Impostare un archivio delle versioni precedenti delle sue informative sulla privacy per consentire agli utenti di tenere traccia delle modifiche.

4- Migliorare la memorizzazione delle informazioni personali degli utenti e stabilire un calendario preciso per cancellare le informazioni dai propri sistemi di back-up online.

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