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Google sborserà 17 milioni di dollari per i cookie di Safari

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Una condanna abbastanza severa inflitta a Google che vede sborsare dalle proprie tasche ben 17 milioni di dollari per utilizzo illecito dei cookie di Safari. La società statunitense di Mountain View si vedrà costretta a risarcire i danni causati. Sono passati poco meno due anni da quando Google finì nei guai dopo che venne scoperto un meccanismo che consentiva alla sua agenzia pubblicitaria DoubleClick, di oltrepassare la gestione dei cookies del browser sui dispositivi iOS di Safari. Anche se un utente disabilitava l’installazione di cookies di terze parti, i banner pubblicitari di Google ci riuscivano ugualmente.

Ovviamente, la vicenda non finì che in tribunale e ora Google, accordandosi con i 37 stati USA che fecero causa, è stato costretto a pagare una cifra totale di 17 milioni di dollari: di questi, per esempio, 899.580 dollari vennero distribuiti nelle casse di New York e 610.600 dollari allo Stato di Washington. Una somma che si aggiunge anche ai 22 milioni che Google versò ad Apple nel 2012, per evitare un’indagine federale da parte dell’FTC (Federal Trade Commission) e quindi una multa più robusta. La condanna prevede il blocco delle reti pubblicitarie di Google sull’utilizzo dei nuovi trucchi incriminati per ingannare gli utenti del Web.

Dunque, si parla solo di piccole somme paragonate al fatturato del gruppo che ha superato i 50 miliardi di dollari lo scorso anno. Tuttavia la moltiplicazione delle accuse di violazione della privacy provoca un danno pari all’immagine della web company che anche in Europa è al centro di un dossier molto pungente riguardante le regole d’utilizzo pubblicate lo scorso anno e che secondo i Garanti Ue violano la privacy degli utenti. Finora la web company non ha fornito ai Garanti alcuna risposta, limitandosi a confermare che ‘rispetta le leggi’, ma presto dovrà prendere una posizione più precisa.

Nel mese di giugno il Garante italiano Antonello Soro ha richeisto proprio alla società di Mountain View maggiori informazioni su aspetti specifici delle modalità di trattamento dei dati da parte degli utenti: in particolare, riguardo alla nuova informativa e al consenso all’uso dei dati personali, alla loro conservazione e al loro possibile intreccio, anche tra prodotti e servizi diversi.

Il Garante ha precisato che:

“Ulteriori elementi saranno sotto valutazione per eventuali adozioni dai provvedimenti ritenuti più opportuni, inclusi, qualora dovessero ricorrerne i presupposti, quelli a carattere prescrittivo o sanzionatorio”.

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