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I guadagni di Apple: quanto conta la Cina?

Sebbene la Cina sia diventata sempre più importante per il futuro di Apple, il mercato azionario del paese in calo smorza l’entusiasmo degli investitori del produttore di iPhone. Il rapporto trimestrale degli utili di Martedì è eloquente: le azioni di Apple sono in crescita del 40% nell’ultimo anno, con uno sprint finale di quasi il 6% nel corso dell’ultima settimana, mentre la borsa di Shangai ha perso oltre il 20%.

Gli analisti di Stifel, Piper Jaffray e Pacific Crest Securities hanno pubblicato rapporti che prevedono che le vendite di iPhone nel terzo trimestre fiscale supereranno la stima precedente di 47 milioni. Stifel ha alzato la stima della scorsa settimana da 43.5 a 50.2 milioni, citando una maggiore penetrazione in Cina, che rappresenta il 29% del fatturato nel trimestre terminato a marzo.

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“Le preoccupazioni macroeconomiche in Cina saranno probabilmente un obiettivo chiave per gli investitori, ma l’analisi del posizionamento di Apple in Cina rimane forte”, ha scritto Rakers. Gli analisti in media si aspettano una crescita delle vendite del 32% a 49,3 miliardi di dollari, secondo un sondaggio di Thomson Reuters. L’utile per azione probabilmente aumenterà a 1,79 dollari dai 1,28 dollari di un anno prima.

Ci si chiede anche come stia andando il nuovissimo Apple Watch, ma l’azienda californiana non fornirà dati esatti: le vendite saranno incluse nella categoria “altri prodotti”. Tra gli analisti, la previsione media del trimestre è di 4 milioni di unità e 9 milioni per l’intero anno, secondo FactSet. L’Apple Watch è andato in vendita nei negozi soltanto due settimane prima della fine del trimestre. Le vendite online sono invece cominciate ad aprile. I prossimi due trimestri e non solo indicheranno se Apple riuscirà a sostenere lo slancio iniziale che accompagna ogni nuovo prodotto.

“Crediamo che la domanda di Apple Watch sia rallentata bruscamente, ma le vendite iniziali sono state forti”, ha scritto Andy Hargreaves, analista di Pacific Crest, in un rapporto del 16 luglio. Nel frattempo, i risultati finanziari saranno ancora guidati da iPhone, che rappresenta circa il 60% delle entrate di Apple.

E questo ci riporta alla Cina, il secondo paese più importante per le vendite di Apple. Il Shanghai Composite Index ha perso il 23% del suo valore dall’8 giugno. Naturalmente, l’indice era salito del 60% negli ultimi cinque mesi, ha guadagnato il 10% dal minimo del 29 giugno, quindi è un mercato altamente volatile.

Ma gli investitori di Apple sono meno preoccupati per il mercato cinese che della macroeconomia perché la spesa dei consumatori è quello che conta di più. Il paese è ancora in crescita ad un robusto 7% annuo, grazie a una sana dose di stimolo del governo.

E poichè solo uno su sette in Cina investe nel mercato azionario domestico, “non pensiamo che colpisca l’economia cinese nel complesso”, ha detto alla CNBC John Burke, presidente di Burke Financial Strategies. Anche Apple ci conta. (Fonte)

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