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La guerra di Anonymous contro l’ISIS fa peggio che meglio?

Il noto gruppo hacker Anonymous sta guidando la lotta digitale contro lo Stato Islamico mettendo al tappeto alcuni dei suoi account sul social network Twitter, ma sta facendo più male che bene? Un portavoce di Twitter a detto al Daily Dot che le liste di Anonymous sui presunti account affiliati all’ISIS sono così “selvaggiamente imprecise”, che non gli stanno nemmeno più prestando attenzione.

“Gli utenti ci segnalano i contenuti attraverso i nostri canali di comunicazione standard, passiamo in rassegna i loro rapporti manualmente, e interveniamo se il contenuto viola le nostre regole”, ha spiegato il portavoce. “Non esaminiamo liste anonime pubblicate online, ma le recensioni di terze parti che abbiamo trovato hanno rivelato che sono selvaggiamente inesatte e piene di personaggi accademici e giornalisti“.

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L’hacker th3j35t3r, che è stato a lungo critico sull’operato di Anonymous, dice che finora la campagna anti-ISIS di Anonymous è stata una “commedia degli errori” che dovrebbe (ma probabilmente non lo farà) distruggere la sua reputazione. Egli osserva inoltre che quelli di Anonymous hanno mostrato una incapacità comica per identificare con precisione gli account effettivi degli utenti legati all’ISIS.

“E’ anche opportuno ricordare che loro costantemente dimostrano di non avere idea di chi è chi quando iniziano a bersagliare gli utenti”, scrive. “Si stanno concentrando su un gruppo di account su CloudFlare che sostengono di essere dell’ISIS. L’ironia è che la maggior parte degli account sulla loro lista sono curdi (che sono più anti-ISIS di chiunque altro), palestinesi (che non hanno paura dell’ISIS), iraniani (anch’essi anti-ISIS) e ceceni (ai cui non importa niente dell’ISIS) “‘.

Anonymous durante il fine settimana ha pubblicato un rapporto affermando che aveva fonti credibili di molteplici attacchi terroristici che sarebbero dovuti accadere in tutto il mondo la scorsa domenica. Un presunto complotto avrebbe dovuto avere luogo all’evento WWE Survivor Series ad Atlanta che è invece filato liscio domenica sera senza incidenti. Gli organizzatori della manifestazione hanno detto al Washington Post che hanno deciso di rinforzare la sicurezza per l’evento, anche se “le autorità di polizia federali, statali e locali hanno confermato che non vi sono informazioni specifiche o credibili che coinvolgono una minaccia” contro lo show.

Anche se le intenzioni di Anonymous in questo caso sembrano nobili, un buon lavoro di intelligence deve separare le minacce reali da tutto il rumore che c’è sul web. Anonymous sembra aggrapparsi a tutto ciò che sembra collegato all’ISIS, al momento, che è ovviamente una cosa pericolosa da fare perché crea un senso di resistenza alle minacce, che si avverte quando presunte minacce si confermano infondate di continuo, lasciando impreparati per quelle autentiche. (Fonte)

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