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Ancora hacker contro Sony, questa volta contro PlayStation Network

Sony è stata colpita da un altro attacco hacker – il PlayStation Network e lo store sono stati presi di mira e messi offline. Anche se il negozio online per i giochi, film e spettacoli televisivi sembra essere di nuovo attivo e funzionante, ancora una volta, i visitatori del sito hanno visto una battuta d’arresto nella notte di Domenica con il messaggio “Page Not Found! It’s not you. It’s the Internet’s fault”, traducibile più o meno (anche se in italiano perde l’incisività) come “Pagina non trovata! Non sei tu. E’ colpa di Internet”. I giocatori hanno anche riportato alcune difficoltà durante il tentativo di giocare online.

Sony dice soltanto: “Stiamo attualmente investigando sulla causa principale del problema”. Un individuo anonimo o gruppo che si autodefinisce Lizard Squad ha rivendicato l’attacco con un tweet nella serata di Domenica dove si legge “PSN Login #offline #LizardSquad“.

L’ultimo attacco hacker arriva a meno di una settimana dopo che Sony ha festeggiato il 20° compleanno della console PlayStation. Così come fare console per videogiochi e vendere giochi, Sony ha uno studio cinematografico, anch’esso vittima di hacker il mese scorso. Gli hacker affermano di aver rubato circa 100 terabyte di file interni di Sony e film in quell’attacco.

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Le informazioni includono password dei clienti, numeri di previdenza sociale dei dipendenti Sony, e contratti con le celebrità. Alcuni futuri film di Sony, tra cui “Annie”, “Mr. Turner” e “To Write Love On Her Arms” sono stati anch’essi trapelati.

Alcuni avevano ipotizzato che il governo nordcoreano avesse potuto essere il motivatore dell’hack ai danni di Sony in rappresaglia per il prossimo film-commedia “The Interview”, dove si parla di un complotto per assassinare il leader del paese, Kim Jong-Un. Il governo della Corea del Nord Domenica ha negato la responsabilità dell’attacco.

Lunedi, il gruppo di hacktivisti che ha rivendicato la responsabilità dell’attacco, i “Guardians of Peace“, hanno emesso una nuova minaccia su GitHub chiedendo a Sony di fermare “immediatamente il film sul terrorismo che può distruggere la pace e provocare la guerra!” La minaccia è un’allusione a “The Interview”, anche se il film non è stato menzionato per nome. Il gruppo ha anche fatto trapelare circa 2,7 gigabyte di nuovi file che contengono messaggi di posta elettronica provenienti dal co-presidente di Sony Pictures Entertainment Amy Pascal e dal presidente di Sony Pictures Television Stephen Mosko.

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