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Il capo dei Google Glass abbandona il progetto

Chris O’Neill, il capo dei Google Glass, lascia il posto dopo tredici mesi. O’Neill fu nominato capo delle operazioni di business globale di Google X, la divisione Moonshot della società (responsabile di progetti della durata di oltre 10 anni), nel maggio del 2014, lo stesso mese in cui Google assunse Ivy Ross.

O’Neill resterà a Google, ha detto Re/code. Un portavoce di Google ha confermato che egli ha condotto le operazioni di business per i Glass, ma non ha commentato ulteriormente. Nel mese di gennaio, Google ha chiuso il suo Programma Explorer, tramite il quale ha venduto il dispositivo a 1.500 dollari. La società ha annunciato che i Glass si sono “laureati” dai Google X e saranno consegnati a Tony Fadell, il CEO di Nest Labs. Fadell ora sovrintende la versione successiva del progetto, anche se separatamente dalla divisione di automazione domestica. Ross e il team dei Glass rendono conto a lui, ma non lavorano con lo staff di Nest.

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Anche se i Google Glass hanno chiuso le vendite al consumo, hanno mantenuto il suo funzionamento open enterprise, con vendite ad aziende come costruttori di automobili e apparecchiature mediche. O’Neill è arrivato ai Glass dopo quattro anni come amministratore delegato di Google in Canada. In precedenza, è stato direttore delle vendite al dettaglio per l’azienda ed aveva ruoli di vendita e finanza. E’ entrato in Google nel 2005.

Fin dalla sua fondazione del 2010, Google X ha reso note alcune delle sue iniziative segrete, tra cui i Glass, la macchina che si guida da sola e il programma di accesso a Internet Project Loon. Nel luglio scorso, Google ha firmato un accordo con l’azienda farmaceutica Novartis per le lenti a contatto intelligenti. Project Loon sta collaborando con Vodafone e Telefonica, due dei più grandi operatori di telefonia al mondo, e il dirigente Sundar Pichai ha accennato ad ulteriori accordi con aziende delle telecomunicazioni la settimana scorsa al Google I/O. Ma Google X ha rivelato poco altro potenziale di reddito per la divisione.

Ultimamente, i vertici di Google sono venuti in difesa dei moonshot di Google. Il direttore degli affari Omid Kordestani ha sostenuto in occasione della Code Conference che Google non è preoccupata dei modelli di business per Google X e per le sue altre scommesse futuristiche. Il presidente Eric Schmidt ha fatto eco al sentimento agli azionisti in occasione della riunione annuale tenuta mercoledì, come ha fatto il co-fondatore Sergey Brin, che ha presentato una lettera dove si legge che i risultati dei progetti sono “tutt’altro che certi”, ma fondamentali per Google. (Fonte)

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