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Il gigante cinese Alibaba è pronto a diventare il prossimo Google

Il gigante cinese Alibaba è stato quotato in borsa venerdì, in quella che è ampiamente prevista essere la più grande offerta pubblica iniziale (IPO) della storia. Ma si sente la stessa domanda più e più volte: riuscirà il gigante cinese dell’e-commerce ad espandersi negli Stati Uniti e competere con Amazon?

Ma questa domanda fa arrabbiare quelli di Alibaba. Sì, vende roba online, ma Alibaba è storia a sè. I parallelismi tracciati tra Alibaba e i giganti tecnologici statunitensi, da Amazon a Google a Microsoft, sono destinati a divergere. L’unico vero punto di confronto è che Alibaba è pronta a diventare altrettanto gigante come i suoi compari oltreoceano. O dicendola ancora più grande: a differenza di Amazon, Alibaba fa un sacco di soldi.

Per capire il successo di Alibaba e il suo potenziale si deve tenere conto di tutto ciò che Alibaba fa, che non è facile condensare in due righe. Un recente rapporto di Forrester Research ha chiamato Alibaba “il più grande ecosistema digitale al mondo.” Questa descrizione può sembrare gergale e vaga, ma fornisce una buona indicazione del suo funzionamento tentacolare.

Se Alibaba riuscisse a ricreare il successo che ha raggiunto in Cina anche in altre parti del mondo, la sua portata potenziale sarebbe pazzesca.

Lato consumatori, Alibaba gestisce Taobao, che funziona come eBay, e Tmall, un brand come Apple e Uniqlo, per raggiungere una stima di 302 milioni di acquirenti online in Cina. Gestisce AliExpress, un sito per collegare i consumatori fuori della Cina con gli esportatori, e un sito di shopping di gruppo, Jujuasuan. Il suo sito di punta, Alibaba.com, si occupa di commercio all’ingrosso business-to-business, un mercato enorme che né Amazon né eBay ancora dominano online. Ha un piccolo mercato business-to-piccole-imprese, il sito 1688.com. E offre il cloud computing in stile Amazon Web Services.

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Alibaba è anche legata al gigante dei pagamenti on-line Alipay, che ora è più grande di PayPal e viene utilizzato per l’acquisto di prodotti tra i siti di Alibaba. Alibaba non possiede Alipay a titolo definitivo, il che significa che non sarà incluso nell’IPO. Ma la connessione dimostra quante sfaccettature del marchio Alibaba occorre tenere in considerazione. Ha partecipazioni in programmi di messaging, video online, e nel servizio Lyft. Supponendo che Alibaba possa replicare anche solo una frazione della sua posizione dominante in Cina nel resto del mondo, il suo potenziale è di enorme portata.

“Noi non siamo una società proveniente dalla Cina,” ha ai detto potenziali investitori il fondatore e CEO di Alibaba Jack Ma. “Siamo una società di Internet che sembra essere in Cina.”

Il potere di profitti

Ma non basta credere alla retorica. Bisogna credere ai numeri. Le vendite su tutti i mercati controllati da Alibaba sono state pari a 296 miliardi dollari l’anno scorso, dato registrato dall’azienda alla fine di agosto. In confronto, eBay nel 2013 ha venduto 76,5 miliardi dollari di prodotti, circa 5 miliardi in più di quanto Alibaba ha venduto solo sui dispositivi mobili. I confronti con Amazon sono più difficili, la società ha registrato poco meno di 74,5 miliardi di dollari di fatturato l’anno scorso, ma la cifra non include il valore del volume massiccio di merce di terze parti venduta sul sito, e spesso inviata dai magazzini di Amazon.

Ma qualunque sia la cifra esatta, Alibaba fa un enorme quantità di business e rispetto ad Amazon, fa affari in modo molto più efficiente. A differenza di Amazon, Alibaba non possiede un proprio inventario. I suoi mercati gestiscono la vendita, non la roba in sé. Anche le operazioni logistiche di Alibaba esistono per coordinare le consegne, non per farle.

Più dei soldi, tuttavia, la risorsa con più potenziale che può mettere Alibaba sullo stesso piano di Google, Amazon, Facebook è sono i suoi dati.

Mantenendo il suo ambito soprattutto sul digitale, Alibaba è riuscita a conseguire margini di profitto di un’altra dimensione rispetto a quelli delle più straordinarie imprese della Silicon Valley. Nel suo più recente anno fiscale, gli utili netti di Alibaba in confronto alle entrate sono stati di oltre il 44%, una cifra salita costantemente nel corso degli ultimi anni. “Questo è straordinario per una società di grandi dimensioni,” dice Brian Hamilton, co-fondatore di Sageworks, azienda che si occupa di dati finanziari

Il margine di profitto netto di Amazon nel 2013, in confronto, è stato meno dell’1%, mentre i margini netti dell’anno scorso di Google e Apple sono stati di poco più del 20%.

Per essere chiari, Alibaba non sta avendo rivali nell’enorme quantità di denaro che circola nei suoi flussi di cassa, almeno non ancora. Il suo fatturato annuo più recentemente riportato è pari a poco meno di 8,5 miliardi dollari, e l’utile netto annuale sta di poco sopra ai 3,7 miliardi dollari. E i potenziali concorrenti futuri Alibaba negli Stati Uniti stanno segnalando margini più piccoli in parte a causa di quanti soldi riversano nella crescita, sia sotto forma delle numerose acquisizioni di Google o nell’acquisto di nuovi magazzini di Amazon, o nella vasta catena di montaggio di Apple. Crescere è più importante per queste aziende che massimizzare i profitti, anche se Apple e Google hanno un sacco anche di quelli.

Come i prezzi delle azioni di tali società hanno dimostrato, Wall Street non ha alcun problema con questo approccio. Nonostante l’entusiasmo che circonda la sua IPO, gli investitori potrebbero spazientirsi se Alibaba non sarà aggressiva nello spendere i soldi con una chiara visione verso un futuro più grande. E se la sua IPO arriva vicina ai quasi 22 miliardi dollari che ci si aspetta che generi, Alibaba avrà più soldi da spendere che mai.

La potenza dei dati

Più dei soldi, però, la risorsa con il maggior potenziale per mettere Alibaba sullo stesso piano di Google, Amazon o Facebook sono i suoi dati. Il volume del commercio si muove attraverso molte piattaforme di Alibaba e ciò significa che l’azienda ha probabilmente il quadro più completo e dettagliato dei comportamenti del consumatore nel più grande mercato di consumo del pianeta, un mercato il cui potere d’acquisto continua a crescere.

Secondo l’analisi di Forrester, le aziende online cinesi tendono a differire dalle loro controparti statunitensi nella loro completezza. Mentre Amazon è principalmente associato con lo shopping e Google con la ricerca, Alibaba e i suoi concorrenti principali in Cina mirano a insinuarsi in tanti aspetti della vita online e offline dei clienti.

“Con grande profondità e ampiezza di visibilità del comportamento dei consumatori, Alibaba sarà in grado di assemblare un profilo molto dettagliato di essi – che le permetterà di diventare molto più intelligente e vendere molto di più”, scrive l’analista di Forrester Brian Wang.

Ci sono ancora molti nodi da sciogliere su Alibaba, tra i quali i dubbi sulla corporate governance, sul contesto normativo incerto della Cina, e sulla concorrenza di altri colossi di internet cinesi. Ma a favore di Alibaba c’è la sua profondità e ampiezza dei dati che lo mette sullo stesso piano delle più grandi piattaforme tecnologiche statunitensi. Le specifiche di progetto della società sui mercati al di fuori della Cina non sono ancora chiare. E ci vorrebbero anni per sgretolare la presa che Google o Amazon hanno sui mercati che dominano. Anche così, hanno bisogno di andarci cauti. Tra l’azienda che ha costruito, i profitti che sforna, e la possibilità di creare qualcosa di molto più grande al vertice di questa piramide, Alibaba potrebbe ragionevolmente mettere i suoi occhi competitivi su qualsiasi azienda di tecnologia al mondo.

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