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Come si muove l’industria dei Videogiochi in Italia e nel Mondo

industria dei videogiochi-

Quella dei Videogiochi è un’industria ancora in fase di sviluppo, per questo è uno dei pochi settori che offre lavoro ai giovani. I dati parlano chiaro: cresce il numero di studi di sviluppo e cresce il numero degli addetti.

Proprio perché in fase di consolidamento, l’industria dei Videogame richiede degli esperti con formazione universitaria, tanto che almeno la metà dei lavoratori impiegati possiede un titolo accademico di natura tecnica come l’informatica, l’ingegneria e l’architettura.

I Videogiochi rappresentano inoltre molte sfaccettature: fenomeno sociale, informazione ed educazione. Ciò che però emerge dall’industria del Videogioco è che esso rappresenta un grande ingranaggio nella macchina economica, così come si evince osservando i dati riportati sul blog Glam! Di Gioco Digitale.

console giochi videogame

Dal lontano 1947, anno in cui fu inventato il primo videogioco, il gaming è entrato in ogni aspetto della nostra vita fino ad arrivare a piazzarsi in prima posizione nel settore dell’intrattenimento, con un fatturato annuo che nel 2016 è arrivato a ben 99 miliardi di dollari e non accenna a calare.

Accessibilità dei Videogame e conseguente crescita economica

Se una volta i Videogame erano prerogativa di pochi, oggi possiamo affermare con certezza che chiunque può accedervi a prescindere da età o classe sociale.

I dati riportati da Newzoo ci dicono che il settore Console/TV ha un fatturato del 29% rispetto al totale, e questo è dovuto soprattutto ai costi di software e hardware non sempre abbordabili, ma è il mercato del mobile (tablet, smartphone e console portatili) a portare il più gran numero di giocatori: ben 1,6 miliardi.

Non bisogna però dimenticare un settore in forte crescita, quello del digitale, che rappresenta il 73% del fatturato, ed il settore della realtà virtuale, che, appena uscito con i visori HTC Vive, Playstation VR, Samsung Gear Vr e Oculus Rift e numerosi altri prototipi economici, è arrivato a fatturare quasi 3 miliardi di dollari.

Questi dati ci fanno pensare che presto gli e-sport diventeranno la nuova forma di intrattenimento virtuale. Per questo i grandi brand dell’informazione stanno già puntando sullo sport elettronico.

La situazione italiana

Considerando la situazione mondiale, l’Italia risulta essere la decima in classifica, mentre se si guarda alla sola Europa, il nostro paese è al quarto posto in quanto a fatturato del settore Videogame.

Dal 2015 al 2016, secondo l’AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani), l’Italia ha avuto una grande crescita del +8,2%. Come mai questa crescita?

Il motivo principale è l’allargamento del target di giocatori. Quelli che ora sono genitori, sono a loro volta cresciuti con i videogiochi e, grazie al gioco online e mobile, possono continuare a giocare.

Questo vuol dire che, i Videogiochi, oltre ad abbracciare le giovani fasce, continuano a far divertire anche la popolazione adulta. Se consideriamo i soli videogiocatori sopra i 14 anni, possiamo dire che 6 giocatori su 10 hanno più di 25 anni, ma il dato davvero interessante è che il 7,9% dei giocatori ha più di 65 anni.

Se consideriamo invece la classificazione per genere, i dati dicono che il pubblico è equamente distribuito tra uomini e donne.

Quanto tempo gli italiani dedicano al gioco? In genere si gioca almeno 4 volte a settimana, ed il 40% dei giocatori lo fa in compagnia (amici, familiari o con altri giocatori online). Questo ci fa capire che il gioco individuale sta pian piano lasciando spazio ad una dimensione social e di condivisione supportata da iniziative ed eventi come i Giochi Elettronici Competitivi dell’ASI (Associazione Sportive e Sociali Italiane) e le varie attività organizzate al Romics o al Milan Games Week.

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