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L’iPhone più costoso è del Brasile, ed è oggetto di derisione

Casa dell’iPhone più costoso del mondo, il Brasile è stato a lungo considerato uno dei paesi più cari. Le alte tasse pagate dai brasiliani (circa il 36% del PIL del paese, molto più alte rispetto alla media per i paesi a medio-alto reddito e davvero uno scherzo visti i servizi pubblici forniti ai brasiliani), i dazi di importazione enormi (il Brasile applica una tassa del 60% sull’importazione di merci al dettaglio), un diritto del lavoro che rende difficile l’utilizzo dei lavoratori in modo efficiente e le fluttuazioni nella sua valuta sono alcune delle ragioni che stanno dietro il cosiddetto “Custo Brasil” – o semplicemente “costo brasiliano“.

Giusto per mantenere le cose fresche, sia Ikea che H&M, due dei nomi più grandi nel commercio al dettaglio, hanno recentemente rinunciato ad aprire negozi in Brasile a causa delle tasse di importazione del paese.

L’anno scorso il Brasile si è piazzato al primo posto nella lista compilata da Bloomberg dei paesi più costosi per comprare un iPhone. Tenendo presente che l’elenco è stato rilasciato mesi prima del lancio del nuovo iPhone 6, la nazione sudamericana ha guidato il gruppo dei paesi grazie al suo prezzo di 963 euro per un iPhone 5S. Lo stesso modello può essere acquistato al momento in Italia per 629 euro.

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Il nuovo iPhone 6 viene venduto in Brasile per 3200 reais brasiliani (1020 euro), molto più che in Italia, che pur si piazza al secondo posto della classifica. Nessuna meraviglia che l’enorme differenza sia stata oggetto di scherno nel noto talk-show brasiliano condotto da Danilo Gentili la scorsa settimana, dove il conduttore ha letto una lista di 5 cose da fare in Brasile con il denaro che può essere utilizzato per acquistare un iPhone 6. La lista comprendeva argomenti come contribuire a coprire le perdite del sistema di corruzione di Petrobras, in riferimento alla scandalo di corruzione che ha colpito il gigante del petrolio del Brasile, o di utilizzare un iPhone 5 per chiamare una ragazza, portarla a Miami, e tornare in Brasile con due iPhone 6.

A proposito di questo, Gentili ha detto a FORBES che non ha alcuna intenzione di acquistare un iPhone 6, e se mai dovesse comprarlo non lo farà in Brasile perchè non vuole dare soldi ad un governo corrotto. Sin da quando era povero ha usato il denaro per pagare le tasse e non ha ottenuto nulla in cambio. Se mai comprerà un iPhone 6 sarà all’estero, durante uno dei suoi viaggi. Ma davvero non gli piace il nuovo iPhone, è troppo grande ed è felice con il suo 5S.

In realtà, però, il prezzo costoso di un semplice iPhone in Brasile simboleggia uno dei più grandi ostacoli del paese, gli enormi costi di gestione che creano diverse difficoltà per tutti coloro che sperano di fare affari lì. Il presidente rieletto Dilma Rousseff dovrà affrontare tali questioni, al fine di continuare ad espandere le conquiste sociali ed economiche del suo predecessore, Luiz Inácio Lula da Silva.

I brasiliani più poveri hanno votato per la Rousseff nelle elezioni di ottobre per lo più a causa della sua promessa di sollevare dalla povertà milioni di cittadini, ma il suo governo è stato finora caratterizzato da politiche interventiste che soffocano la fiducia e il commercio e l’apatia di agire nella promozione di riforme tanto necessarie per riconquistare la fiducia degli investitori e dei consumatori e di far andare il Brasile in crescita ancora una volta.

La testardaggine della Rousseff nei confronti di alcuni settori della società come l’industria, ha indebolito la politica utilizzata dal Partito dei Lavoratori nel recente boom prosperità del Brasile: inflazione sotto controllo, un tasso di cambio fluttuante e una riduzione costante del debito nazionale.

“Cambiamento” è stato la parola della campagna presidenziale di quest’anno, ma la parola giusta per il nuovo governo della Rousseff sarebbe dovuta essere “riforma”. Questo è il momento per una riforma che ridurrà la pressione fiscale e creerà una distribuzione delle tasse più semplice a favore della crescita. I brasiliani meritano una riforma fiscale: le tasse più alte non sono la soluzione al problema del debito. Invece, la Rousseff dovrà concentrarsi su come mantenere le tasse basse così persone e aziende saranno in grado di mantenere buona parte del loro sudato reddito. Abbassando la pressione fiscale si incoraggiano gli investimenti, la creazione di posti di lavoro, e la crescita economica.

Più certezza e semplicità significa inviare messaggio chiaro ai creatori di posti di lavoro, che il Brasile è un buon posto per fare affari. Inoltre permetterebbe ai contribuenti brasiliani di spendere il proprio denaro stimolando così l’economia con l’acquisto di beni di consumo come un iPhone, ma ad un prezzo più equo … Italia, sei in ascolto?

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