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La ricerca visuale dei prodotti nelle app e nei telefoni

Immaginate di usare il telefono per scattare una foto degli occhiali da sole che il vostro amico indossa e immediatamente ricevere informazioni sul prodotto e un link per ordinarli. E’ una grande idea – ma non funziona del tutto. Anche se molte aziende stanno cercando di fare della “ricerca visiva” una realtà, questo apparentemente semplice concetto rimane elusivo. Prendete Amazon, che ha reso la ricerca visiva un elemento chiave nel suo nuovo smartphone Fire Phone. L’azienda di e-commerce dice che la funzione, nota come Firefly, è in grado di riconoscere 100 milioni di articoli. E’simile alla funzione Flow che Amazon ha sulle sue applicazioni per altri telefoni.

Finora, Firefly può attendibilmente distinguere etichette dei prodotti, ciò rende facile comprare oggetti come generi alimentari online. Ma provate con una camicia a scacchi o qualcosa senza spigoli vivi, e non avrete tale fortuna. “Funziona davvero bene quando possiamo abbinare un’immagine al catalogo prodotti,” afferma Mike Torres, un dirigente di Amazon che lavora sul software del Fire Phone. “Dove le cose sono arrotondate o non hanno marcatori visivi, come una scarpa nera, è un po ‘più difficile fare riconoscimento dell’immagine.”

La ricerca visiva è importante per i rivenditori perché rende lo shopping mobile un gioco da ragazzi – letteralmente. E’ molto più facile scattare una foto che digitare una descrizione di qualcosa che si desidera. Gli acquisti su cellulari e tablet sono ancora una piccola parte delle vendite al dettaglio, ma stanno crescendo rapidamente. Ciò rende importante semplificare il processo quanto più possibile – soprattutto in quanto la gente cerca su Instagram e Pinterest ispirazione per gli acquisti.

“I venditori al dettaglio stanno cercando di fare un’esperienza utente abbastanza semplice perché le persone sono disposte a comprare sui loro telefoni, non solo usarli come strumento di ricerca,” ha detto l’analista di eMarketer Yory Wurmser. Il software mobile che effettua la scansione dei codici, come i codici QR e simboli UPC, è abbastanza comune. Creare applicazioni che riconoscono costantemente le immagini e gli oggetti è stato più impegnativo. L’analista di Forrester Sucharita Mulpuru ritiene che ci vorranno almeno altri tre anni.

Dal 2009, l’app Goggles (di Google) per Android è riuscita a raccogliere loghi e punti di riferimento. Ma Google dice sul suo sito web che l’applicazione “non è così buona” a individuare auto, mobili e vestiti in foto.

Come funziona la ricerca visuale

La tecnologia funziona analizzando le caratteristiche visive, o punti, come il colore, la forma e la consistenza. Firefly di Amazon, per esempio, identifica poche centinaia di punti per identificare un libro e fino a 1.000 per identificare un quadro. La startup inglese Cortexica utilizza da 800 a 1.500 punti per creare una impronta digitale virtuale per l’immagine. E poi analizza il suo database di circa 4 milioni di immagini.

Senza marcatori facilmente identificabili, gli oggetti non etichettati sono difficili da identificare. Le condizioni di illuminazione, la qualità delle foto, distanza, angoli e altri fattori possono far fallire la tecnologia. La ricerca visuale funziona meglio quando c’è un’immagine chiaramente definita su uno sfondo bianco. Alcuni rivenditori stanno trovando successo con la ricerca visiva, mantenendo la selezione di prodotti ricercabili limitata.

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