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L’FBI forza l’iPhone di San Bernardino e lascia cadere il caso contro Apple

Un metodo misterioso sembra aver consentito all’FBI di introdursi nell’iPhone appartenente a Syed Rizwan Farook, uno dei killer di San Bernardino, spingendo l’agenzia federale a ritirare la causa legale contro Apple.

Il Dipartimento di Giustizia americano ha chiesto ad un giudice federale del tribunale della California di annullare la causa che avrebbe costretto Apple ad aiutarla a violare il telefono. “Il governo ha avuto accesso con successo ai dati memorizzati sull’iPhone di Farook e quindi non richiede più l’assistenza da parte di Apple Inc. per ordine della Corte”, si legge nel documento inviato ai giudici.

Il documento non approfondisce il metodo utilizzato, né accenna a qualunque informazione rivelata. Significa che l’FBI ha trovato un metodo per accedere ai dati memorizzati sul telefono, aggirando le sue caratteristiche di sicurezza. L’FBI sta ancora esaminando le informazioni recuperate dal telefono cellulare, e le forze dell’ordine hanno rifiutato di descrivere cosa hanno trovato e se è stato o meno utile alle indagini sulla sparatoria che ha ucciso 22 persone lo scorso 2 dicembre.

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Il governo ha ritardato il caso la scorsa settimana dopo che un terzo non identificato si è fatto avanti suggerendo un metodo per accedere ai dati bloccati sul telefono. Un funzionario di polizia in un briefing con i giornalisti ha rifiutato di approfondire l’identità del terzo, dicendo però che non è un altro ente governativo degli Stati Uniti. Il funzionario ha rifiutato anche di speculare se il metodo verrà utilizzato o meno su altri telefoni in altre indagini, o se sarà condiviso con le forze dell’ordine a livello statale e locale, o se informazioni saranno condivise con Apple.

“In questo momento siamo concentrati sul caso San Bernardino. Non possiamo commentare la possibilità di comunicazioni future”, ha detto. Non è chiaro se il metodo funziona in generale su tutti gli iPhone. “In questo momento sappiamo che funziona sull’iPhone 5C di Farook, che aveva una versione di iOS 9″ ha detto il funzionario. “Non possiamo dire nient’altro”.

Il Dipartimento di Giustizia aveva creato una controversia significativa nel cercare di costringere Apple ad aiutarlo a accedere ai dati sul telefono invocando la legge All Writs Act, che risale al 1789. Apple ha combattuto la sentenza, sostenendo che creando software per aiutare il governo avrebbe compromesso la privacy degli utenti iPhone in tutto il mondo avviando un precedente negativo con i governi di altri paesi che avrebbero richiesto lo stesso livello di assistenza.

In una dichiarazione rilasciata dopo il deposito di lunedi, la portavoce del Dipartimento di Giustizia Melanie Newman ha chiarito che, anche se questa azione è ormai irrilevante, ci potrebbero essere conflitti simili in futuro. “Resta una priorità per il governo quella di garantire che l’applicazione della legge sia in grado di ottenere informazioni digitali fondamentali per proteggere la sicurezza nazionale e la sicurezza pubblica, collaborando con le parti interessate o attraverso il sistema giudiziario quando la cooperazione non riesce”, ha detto. “Continueremo a perseguire tutte le opzioni disponibili per questa missione, compresa la collaborazione dei produttori e affidarci sulla creatività del settore pubblico e privato”.

Il procuratore degli Stati Uniti Eileen M. Decker ha detto: “Anche se questo passo nelle indagini è ora completo, continueremo ad esplorare ogni traccia, e a cercare qualsiasi processo giuridico adeguato, al fine di garantire che la nostra indagine raccolga tutte le prove relative a questo attacco”.

Apple, in una dichiarazione rilasciata lunedi, ha detto che il caso “non sarebbe mai dovuto essere portato in tribunale”. “Fin dall’inizio, abbiamo contestato la richiesta dell’FBI di costruire una backdoor in un iPhone perché credevamo che fosse sbagliato e che avrebbe costituito un pericoloso precedente”.

Apple ha continuato dicendo che aiuterà le forze dell’ordine con le loro indagini nella misura in cui è possibile, ma continuerà anche a rafforzare le sue misure di sicurezza. “Continueremo ad aiutare le forze dell’ordine con le loro indagini, come abbiamo fatto tutti insieme, e continueremo ad aumentare la sicurezza dei nostri prodotti, in quanto le minacce e gli attacchi contro i nostri dati diventano sempre più frequenti e più sofisticate”.

Apple crede profondamente che le persone negli Stati Uniti e in tutto il mondo meritino la protezione dei dati, della sicurezza e della privacy. “Sacrificare uno di questi mette le persone e i paesi a rischio. Questo caso ha sollevato questioni che meritano un dibattito nazionale sulle nostre libertà civili, sulla nostra sicurezza collettiva e sulla privacy. Apple resta impegnata a partecipare a quella discussione”. (Fonte)

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