Mercati emergenti

Ecco perché il mercato degli smartphone indiano sta attirando fornitori da tutto il mondo

Con tre società estere di smartphone che entrano in India ogni mese, i produttori nazionali si stanno preparando per sfondare nel resto del mondo. Seduto nel suo ufficio al primo piano di Gurgaon, il capo di Micromax Shubhajit Sen si sta preparando per la tempesta. “In questo momento, è estremamente complesso … questa competizione non porterà ad una fase di stabilità a differenza dei tempi precedenti … non accadrà nel corso dei prossimi sei-nove mesi”.

L’India sta attirando produttori di smartphone esteri come mai prima d’ora, con incentivi per produrre localmente in quanto i mercati statunitensi e cinesi hanno raggiungeto il punto di saturazione. Questo afflusso ha spronato le società nazionali come Micromax e Intex a raddoppiare gli sforzi per raccogliere quote di mercato per colmare il divario con il leader del mercato Samsung. Sette mesi dopo il suo lavoro come sfidante indiano più vicino a Samsung, Sen ha visto il mercato degli smartphone da vicino. Ma Sen non è il solo. Karbonn, un’altra azienda di smartphone indiana, ha affrontato il peso della concorrenza ed è uscita fuori dalla top five dopo aver mantenuto la terza posizione fino al trimestre terminato il giugno 2014.

“Questo è qualcosa che non abbiamo mai visto prima. C’è stato un enorme livello di aggressività nei prezzi. Sta accadendo perché i marchi che sono recentemente entrati nel mercato degli smartphone avevano deciso di prendere questa come strada migliore per far sentire la loro presenza”, ha detto il direttore esecutivo di Karbonn Shashin Devsare. Il numero di aziende di smartphone che ha debuttato in India quest’anno ha già toccato quota 31, il doppio delle 15 contate nel 2014. “Ci aspettiamo altri 23 nuovi operatori entrare in India entro dicembre”, ha detto Sitakanta Ray, co-fondatore di MySmartPrice. L’afflusso è destinato a continuare il prossimo anno, quando altre 30-35 aziende dovrebbero entrare in India.

L’India è uno dei mercati in più rapida crescita al mondo ed è destinata a superare gli Stati Uniti come secondo più grande mercato degli smartphone entro il 2017. le vendite di smartphone nel mondo hanno registrato il tasso di crescita più basso dal 2013 nel trimestre aprile-giugno, secondo Gartner. Con i mercati sviluppati che mostrano i primi segnali di congelamento della domanda, l’India è diventata la destinazione ottimale per i produttori di telefonini, a prescindere dal loro paese di origine.

L’India aveva circa 116 milioni di smartphone abilitati per Internet alla fine del 2014, un numero che raggiungerà 369 milioni entro il 2018, secondo un recente rapporto di KPMG & IAMAI. Le vendite di smartphone in India sono salite del 44% a 26,5 milioni nel secondo trimestre del 2015. “Consideriamo l’India come uno dei mercati più vivaci al mondo e uno dei pochissimi ad offrire tassi di crescita positivi nel segmento degli smartphone”, ha detto Asim Warsi, vice presidente di Samsung India per l’IT e mobile. Gartner ha detto che le vendite di smartphone in Cina sono scese per la prima volta su base annua, registrando un calo del 4%, l’indicazione che sempre più aziende cinesi potrebbero volersi espandere in India.

“Il mercato indiano ha ancora un sacco di spazio per nuovi fornitori”, ha detto Tina Lu, analista di Counterpoint Technology Market Research. Secondo gli esperti, più di sette nuovi marchi cinesi, tra cui Dazen, Meizu, Nubia ZTE e PHICOMM, sono entrati in India nel trimestre conclusosi a giugno. Aziende cinesi hanno conquistato la categoria smartphone 4G con una quota del 45% nel trimestre, rispetto al 39% del trimestre precedente. “Ogni tre anni vediamo un cambiamento, sta accadendo ora con gli smartphone. Quando l’opportunità di mercato è grande, tutti vogliono venire a prenderne un pezzo”, ha detto Sudhin Mathur, direttore di Lenovo India, entrata di recente nella top 5 tra i venditori di smartphone in India.

Con basse barriere all’entrata e il mercato degli smartphone in Cina in via di saturazione, i produttori di telefoni cinesi puntano a paesi emergenti come l’India, anche con basse quantità di ordine minimo. La vigilanza incessante è la norma per la sopravvivenza in un mercato fortemente competitivo. “Non si può essere soddisfatti in questo settore. Nel momento in cui lo sei, sei morto, ha dichiarato Sanjay Kalirona, capo della divisione telefoni cellulari di Intex, la terza forza in India dal trimestre gennaio-marzo.

L’India è diventata ancora più redditizia dopo che il governo ha fornito incentivi su larga scala per la produzione di telefoni cellulari a livello locale. Foxconn, il più grande produttore a contratto al mondo si è impegnata a investire oltre 5 miliardi di dollari in India nell’arco di cinque anni, costruendo 10-12 fabbriche nel resto del paese. Il suo primo impianto produce gli smartphone per la cinese Xiaomi, numero uno di quel mercato, e la sua azienda partner USA InFocus ha già preso il volo. Il corso degli eventi non sarà così facile, soprattutto per i nuovi ingressi, perché il mercato indiano può essere molto spietato.

Prendiamo il caso di Obi Mobiles, rilanciata a livello globale dall’ex CEO di Apple John Sculley il mese scorso. La sua strategia originale era di confezionare e spingere smartphone cinesi. “E’ diventato chiaro che non avrebbe funzionato, quindi abbiamo fatto marcia indietro”, ha detto Sculley, ammettendo non c’era futuro utilizzando un modello che non aveva differenziazione di fronte alla forte concorrenza in uno dei più spietati mercati di cellulari al mondo.

C’è un altro aspetto negativo in agguato dietro il miraggio di un mercato aperto e in rapida crescita: molto poche aziende sono in grado di generare affari su larga scala. Le prime 20 marche di smartphone catturano il 94% del mercato totale, lasciando il resto agli altri 90 marchi, secondo i dati Counterpoint di gennaio-giugno. Gli addetti del settore e gli analisti dicono che gli attuali dati vedono l’iper-competizione come una tendenza positiva in quanto è probabile che estirpi le società più deboli riducendo la confusione. “Solo i marchi che possono rimanere avanti possono sopravvivere a lungo termine”, ha detto Mathur di Lenovo. (Fonte)

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