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Microsoft sottovaluta Android: troppo complesso portare le app su Windows

Microsoft ha confermato questo fine settimana che ha ritardato (se non cancellato del tutto) Astoria, uno strumento progettato per rendere più facile per le applicazioni Android di funzionare su telefoni e tablet Windows 10, secondo Re/Code. La strategia dichiarata di Microsoft per Astoria era di arricchire il suo App Store con circa 1,5 milioni di app Android che, dopo lo spostamento dei servizi cloud di Google all’interno delle app, la società potrebbe monetizzare con i propri servizi cloud.

Ma le ambizioni di Microsoft potrebbero non essere realizzabili in tempi brevi. Microsoft ha complicato il progetto all’inverosimile quando ha collegato il porting di applicazioni Android su Windows 10 con la sostituzione dei servizi cloud di Google. Microsoft ha scritto una libreria di interoperabilità per le app che converte le API Google Cloud per cose come pagamenti e pubblicità in API Microsoft. La quota di mercato smartphone di Microsoft, inferiore al 3%, ha dato alla società l’obbligo di fare tutto questo per acquisire tutte le app Android, perché un porting fatto ad hoc per ogni singola app da uno sviluppatore Android su Windows non sarebbe giustificato a causa della sua quota di mercato molto piccola.

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La slide qua sopra, mostrata alla conferenza Build 2015 dal direttore Microsoft John Justice, racconta tutta la storia. La scala del progetto come definito nella diapositiva è enorme, e il grado di minuzia per creare compatibilità è infinito. Astoria inizia con una applicazione Android nativa che passa attraverso un analizzatore statico per identificare le API di Google che utilizza. Poi l’app viene ricompilata dal formato Android Package Kit (APK) ad un pacchetto universale per la piattaforma Windows.

“Stiamo convertendo per Windows tutte le operazioni più importanti: abbiamo ricreato controlli e interazioni per abbinarli all’esperienza utente Windows”, ha spiegato Justice. Una traduzione automatica da un’interfaccia utente ad un’altra non è mai stata conclusa con successo, mettendo un grosso ostacolo sul percorso di Microsoft.

Trasportare app Android sui telefoni Microsoft Lumia potrebbe essere facile perché sono costruiti con gli stessi riferimenti e componenti che utilizzano i telefoni Android: come più della metà dei telefoni Android attualmente in vendita, tutti i telefoni Windows utilizzano le CPU Qualcomm Snapdragon e GPU Adreno. La quota di mercato di Microsoft non giustifica infatti un design hardware proprietario. L’esecuzione di Windows 10 su questi dispositivi sfrutta la quota di mercato dell’82% di Android, ottenendo economie di scala hardware che sarebbero altrimenti irraggiungibili.

Microsoft avrebbe potuto implementare sia il sistema operativo Android che Windows 10, creando di dispositivi completamente compatibili con entrambi gli ecosistemi. Sarebbe stato difficile camuffare questo ambiente dual-boot non integrato e la compatibilità con Android avrebbe inondato i dispositivi rendendolo predominante, limitando la promozione del marchio Windows e la monetizzazione del suo cloud.

Alla conferenza Build 2015 Justice ha detto che “non stiamo facendo un secondo kernel, ma faremo il lavoro più duro di reindirizzare tutte le chiamate di basso livello direttamente al kernel di Windows”. In altre parole, Microsoft l’ha presa di punta: Astoria valuta ogni istruzione e la traduce da Android a Windows a tutti i livelli, dal kernel all’interfaccia utente. Android ha oltre 5000 API e ciò è una sfida anche per le significative risorse di Microsoft.

Microsoft avrebbe potuto prendere la strada più facile rendendo i suoi telefoni compatibili con Android, guadagnando 1,5 milioni di app per attrarre i consumatori. Senza spostare l’ecosistema, però, Microsoft non avrebbe guadagnato niente dalle app e dalla pubblicità. Oppure avrebbe potuto rendere il passaggio al suo ecosistema più facile e più redditizio per sviluppatori iOS e Android. I profitti da acquisti in-app, app store e pubblicità sono molto più convincenti di quelli delle vendite di smartphone con margini sottilissimi, mettendo in discussione l’efficacia del business della vendita di telefoni cellulari.

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O forse Microsoft avrebbe potuto semplicemente scegliere Android per la sua linea Lumia, portando con sé tutte le applicazioni e un rapporto diretto con la comunità di sviluppo di Android che potrebbe influenzare direttamente i suoi ricavi. Ma ha scelto l’alternativa più complicata per proteggere la sua strategia Windows come piattaforma unificata, che un giorno permetterà alle app di funzionare attraverso ogni piattaforma Microsoft, dalle console di gioco ai server di fascia alta. (Fonte)

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