News

Minecraft, Nokia, Skype: Microsoft evita di pagare le tasse?

Nokia, Skype e il creatore di Minecraft Mojang hanno in comune non solo il fatto che sono le più grandi acquisizioni di Microsoft negli ultimi anni. Esse sono tutte azienda basate al di fuori degli Stati Uniti. E’ solo un caso?

Mentre il dibattito infiamma, così come le accuse di evasione fiscale a colossi come Burger King, Medtronic e Pfizer, le aziende di tecnologia americane continuano a fare affari offshore. L’espansione dei profitti piuttosto che rimpatriare fondi è ciò che il fisco americano vede come un problema.

Tra le cinque società che Microsoft ha acquisito, o ha accettato di acquisire, sotto il CEO Satya Nadella quattro hanno sede al di fuori degli Stati Uniti: l’ultima in ordine di tempo è Mojang, con sede a Stoccolma, in Svezia, per 2,5 miliardi di dollari.

La strategia precede Nadella. L’ex CEO Steve Ballmer acquisì Skype, la cui società è stata costituita dagli Estoni in Lussemburgo, e ciò fece dire al professor Edward Kleinbard della University of Southern California, che fu “un uso efficiente del denaro offshore”.

Kleinbard, il cui nuovo libro, “We Are Better Than This” guarda al sistema fiscale del paese, ha detto che le aziende come Microsoft hanno vasta disponibilità di denaro all’estero e, nell’ambiente di oggi, può realizzare solo rendimenti decenti per fare acquisizioni estere non soggette alle imposte statunitensi.

Il processo è abbastanza semplice. Microsoft e altre aziende hanno stabilito filiali in altri paesi, in particolare in Irlanda, con aliquote aziendali relativamente basse. I risultati economici delle operazioni all’estero vengono parcheggiati alle società controllate e poi utilizzati per acquistare altri beni stranieri, e ciò porta a tasse inferiori rispetto a quanto avrebbero dovuto se fosse stato gestito tutto dagli Stati Uniti

Le imposte sulle società in Irlanda sono il 12,5%, rispetto ad una tassa del 35% che gli Stati Uniti raccoglie sui profitti esteri rimpatriati.

Duqnue quanto è grande il tesoro di Microsoft. Il 20 giugno 2014, Microsoft ha detto di aver 92.9 miliardi di dollari in proventi reinvestiti “in modo permanente” da società controllate off-shore. Se quei profitti fossero rimpatriati, sarebbero stati tassati 29,6 miliardi di dollari. Invece, Microsoft ha pagato un’imposta sul reddito di 5,5 miliardi di dollari nel 2014, secondo la sua relazione annuale.

Non che l’IRS (l’equivalente americano dell’agenzia delle entrate) stia tenendo d’occhio Redmond. Attualmente sta revisionando i libri contabili del produttore di software per gli anni dal 2004 al 2006: l’IRS ha introdotto nuove regole che mirano a limitare i benefici fiscali per le imprese che si spostano all’estero.

Microsoft non fa mistero di dove e perché abbia i soldi. “La maggior parte della nostra liquidità, cassa e investimenti a breve termine sono detenuti da società controllate estere“, ha detto la società nella sua più recente relazione annuale. “Attualmente non prevediamo la necessità di rimpatriare gli investimenti”.

Microsoft non è sola. JPMorgan Chase That’ve stimato totale off-shore aziendale cache di denaro americano è in eccesso di 1.700 miliardi dollari. Google stashes d’oltremare acerca $ 30 miliardi, mentre IBM e Apple hanno ciascuno più di $ 50 miliardi salvati all’estero.

Le ragioni fiscali possono spiegare, almeno in parte, il motivo per cui Microsoft ha accettato di pagare 2,5 miliardi di dollari per Mojang, che ha incassato solo 128 milioni dollari nel 2013 L’azienda impiega solo poche decine di dipendenti, e il suo gioco di punta offre una grafica che andrebbe bene su un Atari degli anni ’80. Questo non vuol dire che l’affare è stato motivato interamente da ingegneria finanziaria. Nadella ha identificato i giochi come base per il futuro di Microsoft, e Minecraft, con oltre 100 milioni di utenti, potrebbe essere solo il gioco più interessante del pianeta in questo momento. Una fonte vicina al pensiero di Microsoft ha insistito che l’azienda avrebbe acquisito Mojang anche se fosse stata basata negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda la tassazione, Kleinbard pensa che gli Stati Uniti dovrebbero adottare un tasso del 20%, che rappresenterebbe il punto medio dei tassi della maggior parte delle altre nazioni. “Il sistema fiscale degli Stati Uniti ha inavvertitamente creato un potente incentivo per Microsoft e altre aziende per fare acquisizioni estere”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le guide più interessanti