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Niente riconoscimento facciale per i Google Glass

Google Glass

Occhiali di Google:

Privacy salva, ma per quanto?

Google Glass

Nei giorni scorsi ha fatto molto parlare la notizia che una start-up di San Francisco, Lambda Labs, avesse quasi terminato di sviluppare il proprio SDK in grado di riconoscere, per mezzo dei Google Glass, il viso di una persona tra la folla. Non solo, il software di Lambda Labs avrebbe consentito di utilizzare gli occhiali di Google, una volta eseguito il riconoscimento facciale, per incrociare dati basati sugli interessi personali.

Insomma, quello che fino a poco tempo fa sembrava fantascienza é ora realtà.

Subito – come é normale che sia – una tale notizia ha fatto clamore destando soprattutto l’attenzione di coloro che sono particolarmente interessati a conservare intatta la propria privatezza.

In risposta e per bloccare la ridda di voci che ne stava scaturendo, venerdì Google si é schierata al fianco dei sostenitori della privatezza: l’azienda di Mountain View ha infatti dichiarato in un post sulla pagina di Google+ dedicata ai Project Glass che non approverà le funzionalità di riconoscimento facciale.

“Come Google ha detto per diversi anni, non aggiungeremo la funzionalità di riconoscimento facciale nei nostri prodotti, senza aver prima posto in atto un rafforzamento della tutela della privacy”, ha detto la società , precisando – a scanso di equivoci – che “Ciò premesso, non approveremo alcun occhiale per il riconoscimento facciale in questo momento.”

Dunque nel momento stesso in cui gli occhiali di Google hanno iniziato il cammino per diventare un prodotto di largo consumo, le loro applicazioni pratiche, attuali e future, hanno subito attirato l’attenzione del pubblico scatenando curiosità, fantasie su integrazioni con Facebook e anche fatto rizzare le antenne ai tutori della privacy.

Certo é che lo strumento per rendere possibile tali applicazioni ora esiste, si tratta dunque solo di tempo ma prima o poi potremo camminare per strada, osservare un persona e sapere tutto di lei tramite le reti sociali – magari ancor prima di averci scambiato un parola dal vivo.

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