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Ecco perché non c’è il pulsante Non mi piace su Facebook

Piaccia o no, i social network sono una parte integrante della nostra vita, in special modo Facebook. Ma a volte, l’etichetta che si dà ad un post può essere un po’confusa, soprattutto quando l’unica opzione è quella di fare clic su quel famoso tasto Mi piace.

Come si riconosce correttamente un evento come un lutto in famiglia? Oppure come si condivide la propria opinione su un post senza partecipare attivamente ai commenti in rapida evoluzione? Se si mette un like ad un post sulla chirurgia del vostro collega o sul figlio del vostro amico che ha perso il gatto, significa sostegno morale o impertinenza?

Nonostante queste possibili campi minati social, l’ex CTO di Facebook e attuale CEO di Quip, Bret Taylor, ossia l’uomo che creò i così tanto amati-odiati pulsanti like cinque anni fa che oggi inducono confusione, dice che non si aspetta di vedere presto un pulsante “non mi piace”.

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Taylor ha detto a TechRadar che nonostante l’idea di un tasto “non mi piace” sia già stata esplorata, non è stata approvata a causa della sua “complessità” e del suo potenziale pericoloso per essere utilizzata per del cyber bullismo.

“La ragione principale è che, nel contesto del social network, la negatività di quel pulsante porta con sè numerose conseguenze spiacevoli”, ha detto Taylor. “Se non vi piace qualcosa, probabilmente dovreste scrivere un commento, perché probabilmente non c’è una parola per tutto quello che vi sentite di dire”.

Tuttavia, TechRadar ha anche sottolineato che i “like” sono anche un modo per gli inserzionisti di indirizzare il loro pubblico, con distinzioni come stato di relazione, sesso, posizione lavorativa e istruzione. Taylor dice che l’idea iniziale nasce dalla razionalizzazione dei commenti, quando invece la gente avrebbe solo postato cose come “wow” e “che bello”. “Non era solo un sentimento di ‘mi piace’.”

Tale questione di sfumatura entra in gioco anche considerando come la gente usa il pulsante “preferito” su Twitter. Questa estate, un trio di ricercatori provenienti da Germania e Inghilterra ha condotto uno studio il quale ha scoperto che gli utenti mettono il “preferito” sui tweet per ben 25 diverse ragioni, che vanno dalla risonanza emotiva a un slittamento accidentale.

Vogliamo sentire cosa ne pensate. Credete che le piattaforme di social media debbano dare la possibilità di voto o “non mi piace” o è meglio rimanere positivi?

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